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L’UE boccia tre porti pugliesi

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Ma la Regione respinge i rilievi sui finanziamenti. I giudici contabili europei eccepiscono sui lavori a porti di Bari, Brindisi e Vieste.

 

 La Corte dei conti europea bacchetta l’Italia per come sono stati utilizzati i fondi UE destinati ai porti. Nel mirino dell’audit della Corte sono finite sei aree portuali: Bari, Brindisi, Vieste, Tremestieri, Augusta, Siracusa. Nel caso di Bari e Brindisi viene contestato il mancato collegamento con l’hinterland. Nel caso di Vieste la costruzione di un porto turistico che non ha
un impatto sul sistema dei trasporti, obiettivo originale dei finanziamenti. Gli uffici della Regione accolgono con relativa freddezza la notizia (diffusa dall’Ansa di Bruxelles). Per ragioni diverse. La prima: i porti di Bari e Brindisi sono stati sì finanziati con fondi UE (in particolare il Fesr sviluppo) ma con un programma nazionale. Ossia il cosiddetto Pon (piano operativo nazionale) Trasporti 2000 – 2006. Sicché responsabile della gestione dell’investimento è il governo centrale: a questo andrebbero chiesti chiarimenti, se del caso. Vieste, invece, è stata finanziata in parte con fondi statali Fas e, per un’altra parte, con risorse europee gestite dalla Puglia (Por 2000-2006). Finanziamenti destinati ai trasporti e non al turismo, come sembra eccepire la Corte? «A noi – dice l’assessora al Turismo Silvia Godelli – risulta il contrario. Il porto di Vieste è stato cofinanziato con fondi Fesr, in particolare con risorse provenienti dall’asse che comprendeva il turismo. Aggiungo
che il porto è in pienissima efficienza, solo con qualche limite di profondità. Un dragaggio più profondo avrebbe danneggiato il fondo». Gli effetti sul turismo sono indubitabili, «ed è il motivo per cui nei primi anni Duemila si decise il finanziamento». Nella capitale del Gargano nel 2011 sono arrivati 237 mila persone, per due milioni di pernottamenti. Il giudizio della Corte dei conti ha valore di analisi dell’impatto. E solo raramente si traduce in un provvedimento di «decertificazione» (revoca dei fondi). È quello che potrebbe succedere a Gela, dove i soldi per il porto sono stati usati per l’autostrada.


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