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Tremiti/ Esplode la rivolta dei residenti

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“A noi le case servono”. E poi l’accusa alla Regione: “non valorizza il territorio”.

 

 Contro tutti quelli che, dopo lo scampato pericolo della vendita dei suoli comunali, vogliono rendere "le Tremiti in edificabili " e parlano di cementificazione. "Ma quale cementificazione?", sbotta Vittorio. "Chi parla così ha magari una casa al mare e un’altra in montagna, ma qui alle Tremiti per i giovani è possibile avere quattro mura dentro cui ‘abitare?", si chiede raccontando la storia dei suoi tre figli costretti a emigrare sulla "terraferma" perché oltre al lavoro che manca la
casa qui è un lusso "I fitti sono alti – spiega – dal momento che d’estate sono fonte di reddito perché le si dà ai turisti". C’ è fame di case, insomma. Gli ampliamenti di quelle dei genitori per "farsi un tetto" non bastano più. "Ma avete visto dov’ è previsto che vengano costruite le case popolari?", chiede Franco nella piazzetta principale dedicata a Sandro Pertini. "Quelle aree sono lontane dalla costa, quindi non la deturpano", risponde. Ed è così: l’area, almeno quella di San Domino, la più estesa per farci una settantina di appartamenti della" 167", è incolta, non c’è nemmeno un albero da sradicare nonostante la vicina pineta. E’ tra il nuovo eliporto inaugurato nel giugno del 2010 e il cantiere del nuovo poliambulatorio dove staziona l’unica ambulanza dell’isola. Un’area baricentrica tra i settecento metri che dividono le due coste lunghe di San Domino. Insomma la "vista mare" per le case che verranno non è nemmeno garantita. "Le Tremiti non sono più come tanti anni fa quando venivano da fuori arrivavano qui, piantavano il paletto, si impadronivano di un’area e ci facevano un albergo – racconta un commerciante di San Nicola, l’isola che ospita la sede del municipio – ma non è giusto che qui il turismo ad esempio sia quello mordi e fuggi della domenica .Mille, duemila persone che gli albergatori del Gargano sono contenti di spedire qui per qualche ora, poi a noi toccano i costi di questa invasione. Almeno questa volta con l’aiuto di giornali e tv questa volta, mandando deserta l’asta abbiamo evitato una sicura speculazione". In Comune, intanto, bocche cucite. "Il commissario diramerà una nota ufficiale", risponde con gentilezza un’impiegata nell’ufficio con panorama mozzafiato. Il commissario non ci sta a finire nel tritacarne delle polemiche che si mischiano allo scontro in atto tra i quattro candidati che il 6 maggio si contenderanno lo scettro di primo cittadino delle Tremiti. E ieri ha diffuso una nota per spiegare che ‘l’asta si è resa necessaria per evitare il dissesto finanziario" e che "sin dall’inizio della procedura mi sono preoccupata delle osservazioni delle istituzioni regionali, delle associazioni ambientaliste e della comumità tremitese, proprio per allontanare lo spettro delle cementifìcazione". Tutto deciso molto prima che arrivasse il commissario dal Consiglio comunale e dalla Regione che sulla destinazione urbanistica per la 167 si è espressa nel febbraio del 2010. Dal 7 maggio la patata bollente delle case popolari ma anche del buco di bilancio che, sarebbe stato coperto con la vendita dei suoli, passerà nelle mani del futuro sindaco di Tremiti. Tra i suoi primi appuntamenti, ve ne sarà uno con l’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente: "Convocherò un incontro con Comune Parco del Gargano per studiare un progetto di valorizzazione delle Isole, per aiutare i tremitesi se non ce la fanno da soli perché sono loro che conservano il patrimonio con la loro presenza. A noi tocca metterli nelle condizioni di non farli scappare".

PIERO RICCI


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