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La richiesta di Foggia/ I «tratturi» siano patrimonio dell’umanità

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I tratturi patrimonio dell’umanità. L’idea è stata rilanciata ufficialmente a Foggia dalla Regione Puglia in occasione della presentazione del volume del Tci sugli itinerari della transumanza. «Non potevamo che partire da Foggia. I tratturi e la civiltà della transumanza non hanno una storia senza questa città, protagonista di un periodo che le ha assegnato un ruolo centrale nella politica e nell’eco – nomia del settecento e ottocento». Così Gianfranco Manetti, dirigente del Touring club italiano, alla presentazione del volume di Eilio Petrocelli, «Itinerari sulle vie della transumanza: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata ». E l’occa – sione, presenti l’assessore regionale al turismo Silvia Godelli e l’assessore al bilancio e al parco dei tratturi, Michele Pellillo, è stata utile alla Regione Puglia per rilanciare il progetto dei «tratturi » patrimonio dell’umanità per l’Unesco. «Noi abbiamo avvicinato tutte le regioni interessate, non abbiamo avuto risposte ufficiali, ma a questo punto partiamo dal basso, con l’attivismo delle Province di Foggia e Isernia, con il comitato del Parco del Matese, con l’Asso Mab dell’alto Molise», ha affermato Silvia Godelli.

«Il libro, rigoroso nella narrazione di dati ed eventi storici, ha il pregio di essere facilmente accessibile a tutti coloro che si avvicinano ad un mondo che ha segnato in modo indelebile la cultura, l’economia e il paesaggio delle regioni attraversate dalla irripetibile rete tratturale. Ecco perché i tratturi e la civiltà della transumanza, sicuramente, costituiscono una importante risorsa per uno sviluppo ecosostenibile del territorio», ha puntualizzato Michele Pesante, dirigente dell’uf ficio tratturi della Regione Puglia a Foggia e promotore di tante iniziative di valorizzazione di questo immenso patrimonio, a cominciare dalla realizzazione del Museo dei tratturi che è visitabile presso il Palazzo degli uffici statali. L’importanza di Foggia in quel quadro storico legato alla civiltà della transumanza, ricordato addirittura da Braudel in un capitolo dedicato proprio al capoluogo dauno in «Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II», pubblicato da Einaudi nel 1953 e considerato il capolavoro del grande storico francese, è stato rimarcato prima dal professor Saverio Russo (docente all’Università di Foggia) e poi da Viviano Iazzetti (direttore dell’A rchiv io storico di Foggia). Entrambi hanno anche sollecitato una coerenza con gli impegni assunti senza pensare a progetti faraonici ma a questioni concrete e che si possono fare, anche in prospettiva del riconoscimento Unesco.

Al coro di «insieme si può fare», si sono uniti Gianni Mongelli (sindaco del capoluogo), Billa Consiglio (vicepresidente della Provincia), Fedele Cannerozzi (presidente della Fiera di Foggia), Luigi Brasiello (presidente della Camera di commercio di Isernia), Francsco Manfredi Selvaggi (comitato parco del Matese), Domenico Pellegrino (Asso Mab) e Luigi Mazzuto (presidente della Provincia di Isernia). Ora si tratta solo di definire il comitato e di non disperdere questo patrimonio di volontà.

Filippo Santigliano


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