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“La Vieste sognata ad occhi aperti” da Giuseppe Calderisi

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La città d’origine può trasformarsi nella magnifica ossessione di uno scrittore permeato di adorazione per le impronte lasciate dal Tempo nel luogo natio. Analogamente, il logografo Ecateo (cronista delle città greche,  estensore di genealogie e cronologie, precursore degli storici veri e propri) fece un’incisione su rame del mondo conosciuto 500 anni prima della nascita di Cristo che poneva al centro Mileto, sua città d’origine e, per lui, centro dell’intero Universo.

La Vieste sognata ad occhi aperti da Giuseppe Calderisi in “Vieste: luce eterna, patria di Omero”, Leone Editrice, 1994, si materia delle notizie tramandateci da Strabone e segue la mappa del geografo arabo Al Idrisi – dove la penisola italiana è raffigurata in forma di triangolo con Vieste nel suo vertice orientale, per cui agli antichi l’Italia appariva il prolungamento dei due lati che delimitano il Gargano, l’uno diretto verso Sud-Est nella direzione su cui si muove il vento di Noto, e l’altro verso Nord-Ovest, corrispondente all’Occidente invernale. Ecco la Vieste prima di Cristo,  centrale nel mondo antico!

Il lucente sogno dell’autore Calderisi ci guida attraverso le stratificazioni erudite di un caleidoscopico magma ribollente di favole e miti letterari e s’invera in ogni nome presente nei luoghi  garganici. I magici nomi della topografia riprendono vita per ricreare nel teatro della mente del lettore lo scenario epico della storia dello spirito inscritto in ogni roccia e in ogni zolla del corpo vivente della Magna Mater mediterranea, Rea, dalla quale nacque Demetra – deificazione dell’agricoltura, civilizzatrice dei luoghi in epoca Neolitica –  madre di Cora, logogramma presente nel toponimo della baia di ManacCora,  tra Peschici e la piana di Merino a Vieste. Nella baia della Core/a (divinità anfibia tra i due regni di luce e tenebra) si trova “La Grotta degli Dei”, un santuario di roccia  che fu uno dei passaggi misterici che davano accesso alla spiritualità ancestrale.

Come l’eleusina Demetra in Grecia aveva i suoi santuari fuori dagli abitati e veniva celebrata con processioni, dette Stènie e Tesmofòrie, fin dal 1000 prima di Cristo, così nel culto mariano delle popolazioni garganiche si svolgono processioni,  le cui origini sono immemorabili, ai santuari extra-moenia di S. Maria di Merino a Vieste il 9 maggio, mentre il primo lunedì dopo quello dell’Angelo a Peschici ha luogo l’annuale processione alla chiesa della Madonna di Loreto.

A metà strada tra l’abitato e il santuario si trova la Pietra della Madonna, un altare in pietra dove poggia il simulacro mariano per una breve sosta  e una impetrazione alla Madre per ottenerne la protezione. A Peschici, durante i mesi estivi, nel bianco santuario della Madonna di Loreto si celebra messa ogni sabato pomeriggio.

La “Grotta degli Dei”, aprirà  dalle ore 16,00 alle 19,00 di domenica da giugno a settembre,  Baia di Manaccora, a 7 km. dall’abitato di Peschici.

 Maria Maggiano


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