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Comunali 2012/ Radicato e popolare, il vecchio leone Amicarelli si è preso Vico

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Maratea: “Ha vinto per le idee chiare e distinte. E per la vacuità degli avversari”. L’analisi del professore: “Damiani catturava la piazza col suo eloquio, Prencipe invece è stato noioso, voleva passare per la novità, ma era più antico degli altri”.

 

 A Vico del Gargano non ha spirato il vento del Nord. La città garganica è sembrata più vicina ai sentimenti palermitani, che hanno premiato l’ex sindaco,la nostalgia di Leoluca Orlando. Il Gargano è stato scosso dai vecchi leoni della politica. La lista Civica "Vico c’è" a sostegno di Pierino Amicarelli ha ottenuto 2200 voti, con una percentuale del 47,32% contro il 28,04% del candidato sindaco Matteo Prencipe, sostenuto da Pd e dal primo cittadino uscente Luigi Damiani, il 19,91 % di Francesco Delli Nuti e lo scarno 4,71 % di Nino Gervasio. Il professor Giuseppe Maratea, ex assessore della Comunità montana e grande amico di Pierino Amicarelli, ieri era con lui a festeggiare per le strade della città. Il successo del centrista è stato inatteso e straordinario. La sua analisi, come di consueto, è molto precisa. "Amicarelli ha vinto in primo luogo perché è radicato e popolare. In secondo luogo ha vinto per la vacuità degli avversari e ha vinto infine perché ha idee chiare e distinte". Secondo il consigliere comunale uscente, Matteo Prencìpe ha fallito per troppa altezzosità. "Non aveva l’appeal che Damiani dimostrò cinque anni fa, credeva che il solo fatto di essere stato sindaco in Emilia Romagna potesse aprirgli ogni tipo di credito. Ha peccato di narcisismo, è stato borioso. Con questo suo atteggiamento ha indispettito i suoi compagni di cordata più degli avversari", osserva il professore con ironia, il quale aggiunge: "Sembrava che dovesse Vico, è apparso come colui che arriva a miracolare la città. Ma anche sul Gargano ci sono intelligenze, competenze, professionalità". Ha dell’incredibile secondo il professor Maratea anche la vittoria di Nicola Pinto a Rodi Garganico. "Pinto ha superato qualsiasi previsione, ha sconvolto tutti. Rodi può essere accomunata a Palermo. Come dice Manzoni non sempre quel che viene dopo è progresso, ma l’elettorato di Rodi che voleva opporsi a D’Anelli, aveva pur sempre l’opzione Ricucci e invece ha premiato Pinto, che ha sbancato . A Rodi fa rumore il grosso risultato del giovane Veneziani, candidaro con Pinto, che ha totalizzato quasi 500 preferenze designandosi così come la stella emergente della politica rodiana. Tornando a Vico, invece, è amara,la sconfitta del candidato dalemiano, sostenuto anche da importanti famiglie della destra e del centro vichese, prima fra tutte la gens dell’ex assessore provinciale al bilancio, Matteo Cannarozzi de Grazia. C’è chi sostiene che Darniani, costretto ad appoggiarlo per la presenza in lista del suo assessore all’urbanistica Fiorentino, non abbia supportato a sufficienza la candidatura del funzionario. "Quella di Prencipe è stata una bocciatura clamorosa- prosegue Peppino Maratea- Damiani catturava la piazza col suo eloquio, Prencipe invece è stato noioso, voleva passare per la novità, ma era più antico degli altri. Che vincesse Amicarelli era nell’aria, ma con un risultato di gran lunga inferiore. Questi numeri invece hanno dimostrato l’inconsistenza della candidatura di Matteo Prencipe".Anche il Beppe Grillo in 24esimi, Nino Gervasio, che ha caratterizzato la sua campagna elettorale con toni violenti e volgari, ha fatto flop. Il professor Maratea ha la sua chiave di lettura: "La gente vuole che vengano risolti i problemi piccoli: le strade, la nettezza urbana, un cimitero degno di una popolazione civile, i giardini pubblici". E Amicarelli può sciogliere i piccoli nodi gestionali e amministrativi. Dal suo canto il neo sindaco è apparso incredulo. "Per me è stato un risultato inaspettato, ero fiducioso, ma mai avrei immaginato queste proporzioni – ha dichiarato – è stata una vittoria eclatante. Anche Nicola Pinto ha avuto il suo successo: c’è stata una rivalutazione del nostro operato da sindaci". Amicarelli analizza con schiettezza la sua performance. "Ritengo che a Vico abbia contato il voto della povera gente: è stato il popolino a votarmi, le grandi lobby erano con Prencipe e da quello che mi consta anche a Rodi le lobby non erano con Nicola Pinto. Ecco, io credo, che Pinto ed io siamo rimasti disponibili, sappiamo dare una parola di conforto alla gente, abbiamo trattenuto questa capacità. Sappiamo ancora ascoltare". Il neo sindaco che è stato primo cittadino di Vico all’inizio del 2000 sa che non sarà facile governare il Comune. "Dovremo rimboccarci le maniche, gli Enti locali hanno meno risorse, ma se mi sarò data la possibilità mi piacerebbe poter rivedere quel vecchio programma di riqualificazione del centro storico, che portava la firma di Gae Aulenti. Forse non ci sono più le condizioni di allora, ma potremmo ancora riscattarci",

Antonella Soccio
L’Attacco


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