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Manfredonia/ Il recupero del convento di San Leonardo

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Iniziati i lavori per il recupero di uno dei monumenti più insigni del Mezzogiorno. La presenza determinante della comunità "I Ricostruttori nella preghiera". L’Arcivescovo Castoro “Un centro di spiritualità universale”. Il Sindaco Riccardi “Uno dei monumenti insigni della storia e della cultura sipontina”.

 

Sono iniziati i lavori per la realizzazione delle opere di consolidamento e restauro del complesso abbaziale di San Leonardo. Si tratta del primo lotto funzionale di 500 mila euro finanziati dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici di Bari, il cui obiettivo è quello di procedere al preventivo puntellamento delle strutture superstiti del complesso conventuale che si ergeva alle spalle della chiesa monumentale assisa ad una dozzina di chilometri da Manfredonia, ai bordi della statale per Foggia. I successivi lotti dovranno provvedere al restauro della struttura e dunque alla restituzione degli ambienti recuperati alla loro funzionalità.
Un progetto ambizioso di recupero di un bene culturale di grande pregio oltre che un presidio di fede di immenso valore, cui ha dato un decisivo impulso l’Arcivescovo di Manfredonia, mons. Michele Castoro. Questo intervento, sull’antica struttura conventuale, segue quello operato sull’antico ospitale posto di fianco alla chiesa e che ospita la piccola ma assai attiva comunità di consacrati "I Ricostruttori nella preghiera" cui l’Arcivescovo Castoro ha dato il compito “di rendere l’Abbazia un centro di spiritualità, un luogo che possa accogliere tutti coloro che sono alla ricerca di sé e di Dio, un luogo per tutti coloro che vogliono intraprendere un percorso di crescita spirituale”. Una missione che quella comunità sta svolgendo egregiamente visti i risultati che vanno maturando in termini di iniziative e dunque di partecipazione di fedeli.
Quel complesso monastico scaduto, dopo lo splendore e l’importanza dei secoli passati, in un rovinoso abbandono è avviato ad una nuova esistenza. Su di esso aleggia un  sicuro soffio di vitalità portato dalla entusiasmante presenza umana dei Ricostruttori e dalla ricostruzione di gran parte della articolata struttura.
Lo stato di rovina degli ambienti è ormai vicino alla soglia del 50 per cento, dalla Soprintendenza ritenuta il limite minimo per consentire la riedificazione. “I locali, disabitati dai primi dell’Ottocento, hanno subìto – rileva l’architetto Nunzio Tomaiuoli, progettista e responsabile degli interventi – il degrado della natura ma ancor più hanno nuociuto i furti e le inconsapevoli devastazioni prodotte dai restauri degli Anni ’50 che hanno, tra l’altro, demolito parte del prospetto ovest del convento”.
Ai guasti e all’incuria dell’uomo si sono aggiunti i ben più gravi danni del tempo. “I crolli delle coperture – evidenzia l’architetto Antonello D’Ardes, consulente dei rilievi – sono iniziati già dall’Ottocento e sono proseguiti fino ai giorni nostri. Restano ancora coperti alcuni ambiti del primo corridoio e del palazzetto settecentesco”.
“Gli interventi straordinari sulle fabbriche di San Leonardo – ha annotato il Sindaco, Angelo Riccardi – sono l’avvio del recupero di uno dei monumenti, straordinario per la valenza architettonica e spirituale che esprime, più insigni e significativi della storia e della cultura di Manfredonia: un riferimento straordinario di attrazione anche turistica. Auspico pertanto che la realizzazione delle opere per ridare dignità ad un complesso architettonico tra i più ricchi e pregevoli del Mezzogiorno e dunque vitalità ad un luogo tra i più amati non solo dai sipontini, non si fermino al primo lotto e, per il raggiungimento della meta conclusiva, l’Amministrazione Comunale continuerà a fare tutto quanto di propria competenza, proseguendo senza interruzione fino al compimento del recupero del monumento”.


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