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Ricerca petrolio Tremiti, insorgre il comitato ‘No Triv’

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Il responsabile del comitato "No Triv", Raffaele Vigilante, torna a parlare della paventata ricerca di idrocarburi nel mare delle Isole Tremiti.  Lo fa all’indomani delle ultime dichiarazioni rilasciate in tv dal Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. "E’ inaccettabile quanto affermato dal ministro. Se e´ vero che l´indotto petrolifero darebbe lavoro a 25.000 persone e´ altrettanto vero che ne toglierebbe per dieci volte nel settore della pesca e del turismo. Quindi siamo di nuovo sul piede di guerra. Pertanto non abbassiamo la guardia e pensiamo ad altre iniziative forti. Possiamo fermarli solo dimostrando loro che nell’ Adriatico non si passa". Vigilante, in attesa della prossima riunione del comitato in programma a Manfredonia, lancia altre proposte. "Le royalties pagate al governo italiano dalle multinazionali petrolifere per la ricerca e lo sfruttamento sia terrestre che marittimo vengano portate dall´attuale 4% all´80 % uniformandosi ai paesi europei .
Inoltre la ricerca del petrolio nei mari italiani deve essere effettuata a non meno di 28 miglia dalla costa terrestre escluso isole . E´ necessario vietare la ricerca in presenza di aree marine e terrestri protette. Infine considerare l´alto potenziale di rischio dell´Adriatico ,essendo un mare chiuso, e introdurre il divieto assoluto di ricerca di idrocarburi e prospezioni geosismiche".

Saverio Serlenga


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