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Vico/ Il racconto del marò vichese: “noi mai in pericolo, siamo stati trattati benessimo”

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“Abbiamo vissuto momento di tensione”, il pensiero ai commilitoni in carcere.

 

 Antonio Fontana, il marò vichese imbarcato sulla petroliera, Enrica Lexie, sequestrata tre mesi fa dalle autorità indiane, oggi ha riabbracciato i suoi genitori, papà Angelo e mamma Antonietta, il fratello Michele; emozionante l’incontro con la sua fidanzata’ Chiara, una ragazzina tutto sorriso e gioia di vivere. Il lungo periodo di lontananza, le giornate interminabili, la brutta esperienza: tutto questo è stato posto alle spalle; emozioni che si sono sciolte nel momento in cui i loro occhi, bagnati da lacrime di gioia, si sono incrociati, un abbraccio liberatorio. "Novanta lunghissimi giorni che oggi- spiega Antonio- possiamo definire un incidente di percorso per chi ha scelto di arruolarsi in un Corpo militare particolarmente esposto dovendo, spesso, operare su scenari internazionali molto complessi". Il momento più difficile? – Indubbiamente subito dopo l’incidente, la morte dei due pescatori indiani; la polizia salita a bordo, rimasta fino al momento della nostra partenza. Rapporti che sono stati improntati al reciproco rispetto consapevoli anche della delicatezza del momento che si stava vivendo. Tensione? – E’ stata – ci dice il marò – la nostra compagna nei lunghi giorni in cui siamo rimasti bloccati sulla nave; oggi, che siamo a casa, il nostro pensiero continua ad essere per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, tuttora detenuti in una sezione speciale del carcere centrale della città Trivandrum, con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. Come pensi che si concluderà questa sorta di braccio di ferro tra autorità indiane e italiane?"Siamo certi che il tutto sarà chiarito e che Massimiliano e Salvatore presto potranno riabbracciare i loro familiari ai quali siamo sempre vicini. Non crediamo che possa avere ancora tempi lunghi la definizione dei fatti di cui sono chiamati a rispondere, nella certezza che verrà riconosciuta la loro piena estraneità ai fatti. Pericoli corsi? – "Assolutamente niente, i primi giorni, senz’ombra di dubbio, sono stati i più difficili; eravamo preoccupati soprattutto per i nostri familiari, anche se sapevamo che erano costantemente tenuti informati sull’evolversi della situazione dalle nostre Autorità civili e militari. In tutto questo tempo il nostro pensiero era costantemente per i nostri due commilitoni; per il resto le giornate trascorrevano tutte uguali: attività fisica, guardando film e leggendo libri. Come pensi che si concluderà questa sorta di "incidente di percorso"?"Mi auguro bene, perchè sono certo che non è stato commesso alcun reato, conoscendo la professionalità di Salvatore e Massimiliano". Antonio Fontana, lunedì tornerà a Brindisi, sede del suo Comando, dove si tratterà soltanto pochi giorni, il tempo necessario per sbrigare alcune pratiche. Al termine ci dice – potrò godere di un lungo periodo di riposo, qui a Vico del Gargano, insieme ai miei cari, la cui vicinanza in questi tre mesi, è stato un costante punto di riferimento".

Francesco Mastropaolo


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