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Vieste – Si lascia deperire il trabucco di Punta Santa Croce eppure ci sono i soldi per il restauro

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Siamo ormai a poche settimane dall’inizio di una nuova stagione turistica e per i trabucchi di Vieste non ci sono novità. La loro vicenda resta ancora in una sorta di limbo di immobilità amministrativa da cui sembra davvero arduo venirne a capo. Nel frattempo, ovviamente, continua il loro lento ma inesorabile deterioramento.

La gran parte sono fuori dal centro abitato ma c’è ne ad esempio quello del porto, più esattamente di Punta Santa Croce, che è ammiratissimo dai turisti che non mancano di farsi fotografare vicino al maestoso trabucco.
E proprio la grande frequentazione intorno al trabucco di Punta Santa Croce ha spinto Vincenzo Spalatro, legale rappresentante pro tempore dell’Associazione "I trabucchi del Gargano" a segnalare la situazione di grave pericolo per l’incolumità pubblica proprio per quella struttura.
L’avvocato Nicola Zingrillo di Foggia, per conto di Spalatro ha inoltrato una nota al sindaco di Vieste, ai tecnici comunali Antonio Chionchio e Giannicola Ruggieri, ed al legale del Comune, Michele Fusillo, in merito ad una relazione presentata in Consiglio comunale in cui si affermava che «l’area adiacente al trabucco [di Punta Santa Croce, ndr] è stata interdetta alla navigazione dall’attuale comandante del Porto con apposita ordinanza».

In merito a tale affermazione, il legale scrive perciò che: «non vi è stata alcuna apposita ordinanza di interdizione in quanto il provvedimento del Comandante del Porto 38/2009 è precedente al sinistro che ha interessato il trabucco e riguarda solo lo specchio acqueo»; «la grave situazione in cui versa il trabucco pone in pericolo l’incolumità pubblica non solo per quanto riguarda lo specchio d’acqua antistante ma soprattutto per quanto attiene alla zona di terra retrostante in cui vi è una strada di grande traffico pedonale ed automobilistico, una piazzola ed una panchina»; «tale situazione di pericolo è stata già oggetto di segnalazione da parte del mio cliente sia al Comandante del Porto che al Comando dei Vigili Urbani di Vieste. Quest’ultimo, dopo attento sopralluogo, comunicò già dal 20 gennaio scorso lo stato oggettivo di pericolo di quel manufatto»; «a tutt’oggi la situazione si è ulteriormente aggravata stante la fisiologica usura per il tempo trascorso, con il concorso della colpevole inerzia del Comune di Vieste».
In una nota del 20 gennaio 2012 del vice comandate dei Vigili Urbani di Vieste, Gaetano Laprocina, si segnala infatti la gravità della situazione. «E’ pervenuta a questo Ufficio — si dice nella comunicazione del comandante Laprocina — denuncia verbale circa la pericolosità che costituisce tutte le parti aeree del trabucco "Punta Santa Croce" ubicato sul tratto roccioso, con affaccio sul mare, della Via C. Colombo di questa area portuale. Infatti a seguito del sinistro verificato si il 23.06.10, quando un natante navigando nello specchio d’acqua tranciava alcune parti principali del trabucco in questione, indebolendo tiranti e palificazioni di ancoraggio della stessa struttura, tanto da renderlo pericoloso sia per i natanti che anche per veicoli che circoscrivono la Via C. Colombo (il belvedere che circonda il mare), nonchè i pedoni che spesso si soffermano a contemplare il mare proprio nelle immediatezze del citato trabucco. Infatti si notano pali protesi nel mare tranciati; pali inalberati inclinati rispetto alla posizione prevista per normativa, nonchè fili zincati con funzione di tiranti e ancoraggio in gran parte penzolanti e, quindi, non consentendo la staticità della medesima struttura che col passare del tempo potrebbe essere oggetto di caduta imminente. Per quanto sopra si rende necessario ed urgente eseguire un attento sopralluogo tecnico e procedere con la massima urgenza al suo ripristino per evitare la perdita di un pezzo di storia della nostra bella Vieste, e meta di turisti dediti alla visita della struttura oggi in fatiscente stato di conservazione».
Ma la nota dell’avvocato Zingrillo descrive anche quella che è l’attuale situazione di rischio del trabucco.

 

«Due mesi fa — riporta la nota del legale — l’antenna centrale a governo del "coppo" è pesantemente caduta sul ponte di lavoro. Ancora più inquietante la condizione dei due grandi alberi, ognuno alto 15 metri e dal peso di qualche quintale. L’albero di maestrale sta reclinando verso terra, in linea con la piazzola dove sostano in estate le famiglie in gita. L’ albero a scirocco è solo apparentemente stabile. Infatti il "forcicone", grosso legno terminale a sostegno del sistema albero-antenna, sta uscendo dalla sua nicchia. Se avverrà, le conseguenze saranno assolutamente imprevedibili».
Nella conclusione della nota del legale foggiano oltre ad invitare «per quanto di rispettiva competenza, ad assumere i provvedimenti improcrastinabili per tutelare l’incolumità pubblica e per mettere in sicurezza il trabucco» si ribadisce anche come risolvere il problema.
«Reitero la disponibilità del mio assistito e dell’ Associazione da lui presieduta — scrive Zingrillo — a curare, nell’esclusivo interesse della collettività viestana gli interventi necessari, previe le dovute autorizzazioni, con le somme oggetto di rimborso da parte della compagnia assicurativa, il restauro e la messa in sicurezza del trabucco».
In pratica Spalatro mette a disposizione le risorse economiche, rinvenienti dall’assicurazione della barca che danneggiò il trabucco, e le capacità tecniche per ricostruire il trabucco in maniera da renderlo pienamente, ed in sicurezza, fruibile da turisti e residenti.
Ma allora, visto che i soldi ci sono e le persone per il restauro anche, perché il Comune non dà il via libera a questo intervento? Perché si insiste a far degradare un bene che è dell’intera collettività non solo viestana ma anche garganica?


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