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Seconda Categoria/ Peschici se la gode

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Dopo aver conquistato la salvezza sul campo nelle vesti di matricola.

 

 Un campionato gestito con grinta e determinazione. Convinto della bontà della sua opera, e soprattutto delle potenzialità della squadra: se il Peschici ha conquistato una prestigiosa salvezza al suo primo anno di seconda categoria, grandi meriti vanno attribuiti al presidente Lino Marino, che ha riportato il calcio regionali da queste parti e che non nasconde la sua felicità per l’obiettivo raggiunto: «La salvezza è opera di questi ragazzi, che si sono sempre impegnati e che, nonostante la loro giovane età, hanno dimostrato di essere "uomini", non mollando nei momenti più difficili – dice il patron -. La nostra non è stata un’impresa. Chi la definisce in questo termini, capisce poco di calcio. E’ stata solo la vittoria dell’impegno, e del sudore. I ragazzi hanno recepito il mio messaggio iniziale: non dobbiamo essere "professionisti", ma "professionali". L’obiettivo è stato centrato in pieno». Entusiasmo tra i tifosi. «Era il nostro obiettivo – tiene a precisare il presidente Lino Marino -, ringrazio Stefano Biscotti, che ha svolto un doppio ruolo di calciatore e collaboratore della società e Mauro Latorre sempre presente agli impegni societari e della squadra e che ha fattivamente collaborato alla riuscita del progetto, portando sempre il suo conforto e il suo pensiero. Grazie poi a tutti i dirigenti dell’ Atletico Peschici, Luigi Antonio Mastromatteo, Gaetano Vecera, Elia Ranieri, Mario Costante, Rocco Mastromatteo e Vincenzo Camasso, che hanno sostenuto l’Atletico Peschici con il loro impegno. Ma il ringraziamento più grande – dice il massimo dirigente – va ai tifosi del Peschici, che ogni domenica ci hanno seguito e sostenuto con il loro entusiasmo trasmettendolo ai giocatori in campo dal primo all’ultimo: giocatori che hanno lottato sul campo per il bene della squadra. Grazie di tutto, soprattutto dopo i vari incidenti di percorso fatti di infortuni, squalifiche e assenze per questioni di lavoro. Ora non ci resta che gioire». Una squadra fatta da soli locali.
«Abbiamo dimostrato di poter fare calcio senza i soliti nomi, magari anche strapagati. Si è avuto il coraggio di puntare su ragazzi super motivati, qualcuno di categoria di poco inferiore a questa, o tralasciati da società di categoria superiore. La nostra idea – dice il ds Mauro Latorre – è stata ripagata dai fatti». Sguardo inevitabilmente rivolto al prossimo futuro: «Questo gruppo, già competitivo, non necessiterebbe di alcun scossone, ma solo di qualche giusto innesto».

Antonio Villani


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