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Tremiti/ La rabbia dei pescatori subiti danni

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«Servono delle barriere contro le mareggiate».

 

 Ii maltempo che ha imperversato nella giornata di giovedì scorso 17 maggio su tutto lo sperone d’Italia ha provocato danni dappertutto, in particolare alle Isole Tremiti (dove non hanno funzionato nemmeno i collegamenti con la terraferma, in particolare con lo scalo di Termoli). All’arcipelago diomedeo, la furia del mare in tempesta è stata così dirompente che ha sballottato a più riprese le imbarcazioni attraccate al molo di San Domino, come hanno rivelato alcuni pescatori. A farne le spese in modo particolare un motoscafo appartenente a Renato Cafiero, presidente di una cooperativa di pescatori. Il motoscafo avrebbe rotto gli ormeggi, disperdendosi al largo. E non sarebbe stato nemmeno più ritrovato nonostante a temporale finito siano scattate le ricerche per ritrovarlo. Se ne deduce che sia affondato. La furiosa mareggiata ha riproposto l’atavico problema per le Tremiti ossia le barriere di protezioni da innalzare (in particolare sul lato nord, tra l’isola di San Domino e il Cretaccio) per tutelare e riparare i moli di attracco delle imbarcazioni. Quest’ultime quando "montano" i marosi rischiano ogni qualvolta di fare la fine del motoscafo. Una questione vecchia, tra l’altro. Identica alla necessità di costruire un porticciolo in grado di garantire una certa sicurezza alle barche e natanti. In passato le idee ed i progetti non sono mancati. Ma finora tutto è rimasto sulla carta. Ma il maltempo "purtroppo" per i pescatori tremitesi non aspetta i tempi della burocrazia né quelli della politica.

Francesco Trotta


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