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Voli in Capitanata/ Dibattito a più voci con gli albergatori

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“La questione aeroporto? Insistere sulla disponibilità dello scalo di Amendola”.

 

 Più Amendola che il Gino Lisa? "Ma basta che ci date un aeroporto" è il coro unanime degli albergatori garganici, in particolare di quelli di San Giovanni Rotondo. Al termine della conferenza sul tema "Gli asset turistici del Gargano e l’accessibilità" che si è tenuta giovedì scorso a Mattinata, organizzato dal Rotary Club di San Giovanni Rotondo e con un unico relatore l’ingegnere Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia SpA, il grido è risuonato netto e forte. "Dateci un aeroporto". "Il Gino Lisa pur con la pista allungata non potrà che accogliere al massimo aerei un po’ più grandi. Il problema infrastrutturale si pone"" ha chiarito Di Paola. Allora non resta che Amendola, lo scalo militare? Perché no" è la sua risposta. "Per Amendola il problema" aggiunge "è solo politico. Se si risolve quello, si può fare". L’ingegnere aerospaziale alla guida dal 2001 della SpA – "allora avevamo un milione e mezzo di passeggeri, oggi siamo arrivati ad oltre sei milioni" – ha le idee chiare su quali siano, a parer suo, le priorità in fatto di scali aerei da mettere a disposizione della Capitanata. "Il Gargano vuole l’aeroporto? Qui il discorso abbraccia tutta la Capitanata" rimarca. Nonostante il progetto di allungamento della pista dello scalo foggiano sia in fase piuttosto avanzata (il 25 giugno è in programma la discussione del Via, valutazione impatto ambientale) Di Paola non appare affatto convinto delle potenzialità del Lisa: "E che devo fare. Il territorio me lo ha chiesto quel progetto ed io lo faccio. Ma per favore nessun intento polemico. Certo è vero ci sono già i fondi (ndc 14 milioni di euro di Fondi Fas sbloccati a luglio scorso con una delibera CIPE), ma il problema infrastrutturale resta. Problemi di sicurezza di Amendola? Non, non credo" rassicura ancora l’ingegnere. Poi continua: "Nell’ottica di una razionalizzazione dei costi, il futuro ormai va nella direzione di una polifunzionalità degli aeroporti militari. Ne stiamo parlando tra noi. Toccherà parlare anche con i militari. Nel mondo di situazioni simili ce ne sono a iosa". Favorevoli ad Amendola si sono detti anche gli unici due albergatori di San Giovanni Rotondo intervenuti al forum ossia Costanza Bocci, decano della categoria della città di san Pio e Giuseppe Di Giorgio. "Amendola appare la soluzione più conveniente . Ma nell’ipotesi in cui il progetto di allungamento della pista del Gino Lisa vada a compimento, la opzione Amendola verrebbe accantonata? "No, perché" è la risposta di Di Paola. “Se mi danno l’ok per Amendola, per il Gino Lisa è sempre possibile una rivisitazione del ruolo. Dipende . Anche in Inghilterra alcuni aeroporti sono stati prima chiusi e poi riaperti in base alle esigenze". "Ma al di .là di questo" – ragione l’ingegnere “voglio sottolineare che l’apertura di un aeroporto si basa su progetti pluriennali. Il problema è di approccio. Invece manca una guida univoca che confezioni un prodotto unico. Bisognerebbe fare come hanno fatto a Palma di Maiorca: hanno creato una Fondazione che gestisce tutto". Insomma si torna dopo anni al solito dilemma. Amendola o Gino Lisa, assurdo.

Francesco Trotta


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