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Trasporto Pubblico/ Da ieri la “follia” viaggia sul bus

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Le linee Sita osservano tutte le fermate, viaggi da esaurimento per passeggeri e autisti.

Si scrive telerilevamento, si legge esaurimento. Da ieri prendere l’autobus della Sita significa bloccarsi a ogni fermata, anche se non deve salire o scendere nessuno. Quante sono le fermate? Ben 56 tra Foggia e S. Giovanni Rotondo andata e ritorno, ad esempio, ma molte di più su tratte lunghe come Foggia-Vieste, Foggia-Campobasso: roba da neuro, per autisti, e passeggeri. Effetto di una «richiesta dati per la programmazione dei servizi minimi» da parte della Regione al Cotrap (il consorzio trasporti aziende pugliesi), l’incredibile novità è stata appresa dai passeggeri ieri sul campo, o meglio, sull’autobus. Immaginate di fare poche centinaia di metri e di dovervi fermare, di ripartire subito e, inserita la seconda, di fermarvi ancora. Così per chilometri e chilometri, su strade trafficate e strette come quelle del Gargano, dove spesso si viaggia in coda fra i tornanti. Una follia, cui gli autisti della ditta di trasporto saranno costretti per tre cicli di
13-15 giorni, con I’ok dei sindacati regionali che hanno firmato. «Una cosa assurda – sbotta un autista – come manterremo gli orari se dobbiamo fermarci di continuo?». L’azienda ha diffuso volantini in cui parla di possibili ritardi, ma per cercare di non sforare, l’alternativa per gli autisti è correre: a parte il limite di 80 all’ora, ci sono le multe per eccesso di velocità, di cui chi guida risponde di tasca è propria. Che fare? «La strumentazione per il telerilevamento – dice Antonio Totta della Usb Trasporti, che non ha firmato l’accordo – è sui bus dal 2005: perchè si è aspettato finora per utilizzarla? Perchè la verifica non si fa con mezzi vuoti?». L’obiettivo dell’operazione è valutare l’affluenza dei passeggeri. Sulla Foggia-S. Giovanni Rotondo, che è di sicuro una delle linee più affollate, le fermate con passeggeri sono il 3-4 % di quelle esistenti: vuol dire che la linea non è produttiva? In attesa di una risposta istituzionale e dell’intervento dell’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini, che la Usb ha sollecitato per arginare il disagio, va in scena un trasporto pubblico che necessita di ben altri correttivi che il telerilevamento. Le paline delle fermate, spesso danneggiate, sono installate in posti improbabili e spesso invisibili: a Foggia, ad esempio, su via Della Repubblica vengono assorbite dalle chiome degli alberi. Sulle strade del Gargano le fermate (prive di pensilina) sono su ripide salite o discese, ma anche oltre il guard rail. Ad alcuni chilometri da San Giovanni Rotondo si assiste a una scena irreale: i due passeggeri, con le gambe immerse in erbacce alte, attendono l’autobus schiacciati sul guard rail per non essere travolti dalle auto in corsa e per riuscire a prendere l’autobus. La palina però non c’è: è sulla complanare, dove l’autobus non passa, visto che percorre la Statale 89, dove però non potrebbe fermarsi perchè il Codice della strada lo vieta. E invece … invece il viaggio sembra non finire più tanti sono gli stop and go: «Siamo molto preoccupati – dice l’autista – il problema è soprattutto la mattina che il traffico è più consistente e fermarsi di continuo significa perdere troppo tempo». Un tempo che si scarica anche sul traffico privato, non certo agevolato da mezzi pesanti e ingombranti in sosta continua.

Anna Langone


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