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Arriva a San Giovanni Rotondo il musical sulla vita di Padre Pio “Fremito d’ali”

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Il musical è firmato da Carlo Tedeschi, che marca soprattutto l’adolescenza del giovane Francesco (Padre Pio) e della sua scelta dopo i travagli comuni ad ogni giovane. Dopo i consensi raccolti copiosamente in tutta Italia
 nel corso degli ultimi anni, lo spettacolo “Un fremito d’ali- la
 vita di Padre Pio vista dagli Angeli” scritto e diretto da Carlo
 Tedeschi, torna a San Giovanni Rotondo dove fu rappresentato già in
 passato sul sagrato del santuario San Pio, davanti a sedicimila
 persone,
 dopo una lunga tournee in Sicilia e in Sardegna.

 Il musical sulla vita del Santo andrà in scena all’Auditorium Mary Pyle
 della chiesa di San Pio da Pietrelcina in collaborazione con i frati
 cappuccini e patrocinato dal Comune di San Giovanni Rotondo e Frati
 Minori Cappuccini nelle seguenti date: 2 – 11- 12- 13 – 22- 23 – 28- 29
 giugno e ancora il 6 – 7 – 8 luglio alle ore 11:15, 14:30, 16:30.

 Tpresenti sul palcoscenico a

 La colonna sonora di forte impatto e le emozioni suscitate dalle
 suggestive coreografie, in particolare della battaglia tra angeli e
 demoni, hanno già riscosso l’apprezzamento della critica. Lo spettacolo
 inoltre, propone effetti speciali già sperimentati con successo da
 Tedeschi nel musical “Patto di Luce” in pianta stabile a Rimini.

 La vita del Santo di Pietrelcina si visualizza nello spettacolo con
 rapidi flash di stampo cinematografico che, fedeli alle fonti storiche
 ufficiali, la descrivono, la rendono fruibile, la donano ,come spiega
 lo
 stesso Tedeschi, attraverso uno straordinario strumento: gli occhi
 degli
 Angeli. Il musical, infatti, si struttura nel particolare rapporto che
 il Santo ha con il mondo dell’invisibile ed evidenzia gli aspetti più
 mistici, ma anche quelli più umani di una personalità sostenuta da una
 fede incrollabile. La figura di Padre Pio incarna le aspettative, la
 ricerca, la lotta dei giovani. È uno dei giovani del mondo che si
 affaccia alla vita sentendosi spinto verso qualcosa da decifrare nel
 tempo ed è soprattutto ai giovani che quest’opera è dedicata,
 giovani che potranno in tal modo riscoprire nella figura del santo un
 nuovo modo di vivere la bellezza della spiritualità. Le musiche sono di
 Stefano Natale e Andrea Tosi, le coreografie di Gianluca Raponi. Fedele
 alla propria vocazione cristiana che permea gran parte della sua
 produzione, Tedeschi ha accettato l’invito si scrivere il musical
 realizzando uno spettacolo semplice, immediato, comprensibile a
 chiunque, come lo era il linguaggio del santo, e pertanto di grande
 stimolo per chi voglia trovare o ritrovare una fede vera, sentita,
 vissuta nella concretezza. Come ad Assisi il musical Chiara di Dio
 sempre di Tedeschi in pianta stabile da 3 anni e mezzo è un esperimento
 che ha avuto grande successo cosi si inizia una nuova avventura a San
 Giovanni Rotondo quella di offrire ai pellegrini una immediata lettura
 della spiritualità del santo e del messaggio che ne consegue.

 La vita di Padre Pio da Pietrelcina, San Pio, si visualizza nello
 spettacolo attraverso gli occhi degli angeli, sempre presenti. Accanto
 a
 questi s’avvicendano creature diaboliche, uomini maestosi, personaggi
 celesti che portano alla luce ciò che non si vede, l’invisibile della
 vita di Francesco Forgione. Un ragazzo come tanti, fisicamente debole,
 fragile, colmo di ansie, paure, timori, angosce, ricco però della
 spinta, ricercata e voluta, verso il bene, il buono, il bello ed il
 pulito. È un giovane che s’innamora dell’amore di Dio, al quale da
 spazio in sé. Un amore di cui non può più fare a meno, un amore che
 gli costa lotte e sacrifici. È fedele all’invito dell’Uomo
 Maestoso, come egli stesso lo definisce, a combattere contro un uomo di
 smisurata altezza con volto orrendo. In premio gli offre una corona ed
 un’altra, più preziosa ancora, d’oro e a forma d’aureola, lo
 cingerà se lotterà oltre, fino alla fine. Il giovane, che prenderà il
 nome di padre Pio, continua così la sua vicenda terrena, attraverso una
 lotta spietata, in virtù dello speciale sentimento che lo lega
 all’Uomo Maestoso. In una toccante coreografia, l’anima fremente di
 padre Pio si rende visibile in un danzatore che, “uscendo” dal
 corpo, balla uno struggente “dialogo interiore”, come allo specchio.
 Gli occhi del suo Angelo Custode, che teneramente chiama Angiolino mio,
 lo guardano dolcemente, appassionatamente e con l’angustia perenne che
 possa perdersi, che possa non sentire più la sua presenza o non voglia
 più ascoltarlo né incontrarlo, come solitamente accade nelle estasi.
 Viviamo, insieme all’Angelo, le sue trepidazioni così come il suo
 amore per Padre Pio, riflesso splendido dell’amore di Dio, che lo
 soccorre quando è giovane e poi uomo maturo. Amore che inala in lui il
 respiro di Dio, che lo sostiene nel vivere la sofferenza di Gesù mentre
 si fonde nel Signore e questi nella sua creatura, che docilmente
 diviene, anche nella carne, un altro Gesù. Il cielo si apre a noi,
 l’invisibile si rende visibile, l’impossibile possibile nelle carni
 del giovane ragazzo di campagna, che balza agli onori del cielo per
 aver
 seguito una voce, donata a tutti e che in lui trova la docilità
 dell’ascolto: “Ubi est Deus tuus?”. Lo vediamo, alla fine della
 vita, esausto, accasciato sulla poltrona, a testa china, mentre
 l’anima abbandona il corpo ed il suo Angelo, innamorato, la può
 finalmente accarezzare, stringere, toccare e accompagnare, ormai
 sicuro,
 che il loro amore sarà in un fremito d’ali per sempre luce di Dio.

 INFO: al numero 333-8083854


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