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Baia dei Campi/ Di Giuseppe assolto ‘perchè il fatto non sussiste’ (3)

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Quel Centro per il turismo costato 18 miliardi ma mai utilizzato. Di proprietà della Regione, non è mai entrato in funzione: ora si vorrebbe venderlo.

 

 Ci sono voluti oltre vent’anni perchè i processi smentissero (a meno che la sentenza assolutoria di Franco Di Giuseppe non venga im­pugnata dalla Procura generale con ricorso in Corte di Cassazione) I’ìpo­tesi accusatoria sul pagamento di una tangente da 180 milioni di vec­chie lire per la costruzione del cen­tro direzione per il turismo di Baia Campi vicino Vieste; quanti anni ci vorranno perchè quella struttura, nata in una delle zone più belle del Gargano, entri in funzione e giu­stifichi i soldi spesi per costruirla? Al di là degli esiti dei processi e delle inchieste giudiziarie (la Pro­cura foggiana ipotizzò la concus­sione chiedendo il rinvio a giudizio di sei ex amministratori regionali, i giudici di primo grado parlarono di corruzione per uno solo dei 6 imputati, quelli d’appello hanno esclu­so anche questo reato), il dato di fatto è che quello nato come centro direzione per il turismo non ha mai funzionato. E la memoria non può non andare ad un’altra opera sim­bolo della tangentopoli foggiana, i nastri trasportatori del porto in­dustriale di Manfredonia, costruiti nei primi anni Novanta, costati 78 miliardi di vecchie lire e mai entrati in funzione. I lavori per il centro direzionale per il turismo di Baia Campi furono appaltati nell’89 dalla Regione: l’ap­palto iniziale prevedeva lo stan­ziamento di 58 miliardi per rea­lizzare due centri di quel tipo (l’altro a Otranto, progetto poi abortito), somma poi ridotta sino a circa 18 miliardi di vecchie lire. La ditta «Italscavi» realizzò la struttura che non è mai entrata in funzione In linea teorica il centro doveva’ di­ventare una super scuola per il turismo per formare manager e personale: era prevista anche una mega lavanderia che provvedesse al­le esigenze dei ristoranti e degli alberghi della zona, ed una mega cucina per preparare pasti precotti. Nulla di tutto ciò è mai avvenuto. Nel corso di oltre vent’anni si è ipotizzato di trasformare la strut­tura in un casinò per attrarre clienti sul Promontorio, di creare una scuola del cinema. Idee solo ab­bozzate, la realtà che quella strut­tura e una scatola vuota. Recen­temente la Regione Puglia, titolare del centro, ha emanato un bando per,. la gestione e/o la vendita dell’immobile: si attendono offerte e proposte.


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