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La Puglia potrà pagare i debiti con le imprese

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Le compensazioni fiscali dei crediti vantati dalle imprese fonitrici della pubblica amministrazione riguarderanno anche le regioni sottopose ai piani di rientro sanitari. La Puglia, dunque, non verrà esclusa – al pari di altre 6 Regioni – dai benefici previsti dal governo per consentire l’estinzione dei debiti con le aziende, che nella sola sanità in Puglia ammontano a 1,5 miliardi di euro. Il nodo è stato sciolto ieri, dallo stesso governo, nella votazione in Senato sul decreto sulla «spending review». I due relatori del provvedimento, Gilberto Pichetto Fratin (Pdl) e Francesco Sanna (Pd), avevano recepito le interrogazioni bi-partisan dei parlamentari e presentato la modifica alla legge, sulla quale però aveva sollevato dubbi la Commissione Bilancio, chiedendo parere tecnico al governo. A quel punto, il governo ha recepito la proposta di modifica e l’ha fatta propria, estendendo, così, a tutte le Regioni la possibilità di certificare i crediti. Gli enti locali, ora, avranno ora non più 60 ma 30 giorni per pagare i fornitori; le imprese, dal canto loro, potranno tirare un sospiro di sollievo in tempi di crisi di liquidità.

La soddisfazione è bipartisan anche in Puglia. Parla di «risultato eccezionale» Ludovico Vico (Pd), poche ore dopo aver presentato alla Camera un’interrogazione sul caso. «Ora è urgente la conversione in legge del decreto, quanto la copertura finanziaria». «Sarebbe stata una discriminazione ingiusta e ingiustificabile – dice Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo dei senatori Pdl – per di più in alcuni casi relativa a territori nei quali il ritardo dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni è mediamente più elevato». «È una vittoria del buonsenso e del Pdl – dicono Luigi D’Ambrosio Lettieri e Cosimo Gallo – viene rimosso un divieto che non aveva alcuna ragion d’essere, se non quella di penalizzare le imprese della Puglia come di altre regioni. Se non ci fosse stato l’impegno in prima persona del segretario Alfano, la compensazione dei crediti non sarebbe divenuta una norma di legge, ma sarebbe rimasta un miraggio».

Dalla Puglia, dopo l’appello lanciato dal governatore Nichi Vendola proprio ai parlamentari pugliesi, si era levato anche il grido delle imprese. E ieri «Rete Imprese Italia» (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti Puglia) è tornata sul tema, valutando «positivamente» la decisione del Governo, ma chiedendo che il percorso sia completato. «L’imminente confronto nella conferenza Stato-Regioni sulla certificazione dei crediti, è l’occasione per sollecitare la Regione Puglia ad una presa di posizione ferma». Non solo, spiegano, va superato definitivamente il decreto 185 del 2008 (quello che bloccava le Regioni in piano di rientro) ma va anche corretto il decreto sblocca-debiti, giudicato «paradossale» laddove «premia le aziende debitrici nei confronti dello Stato. Alle imprese in regola che vantano solo crediti nei confronti della P. A., infatti, non è concesso di effettuare nessun tipo di compensazione, ma possono solo richiedere al sistema bancario un’anticipazione sui crediti certificati dalla Pubblica Amministrazione, o uno sconto del credito. Sarebbe opportuno garantire l’effettiva praticabilità, per tutti i creditori, delle operazioni di sconto, prescindendo dalla certificazione della data di pagamento assunta dalla Pubblica Amministrazione». Inoltre, «Rete Impresa» sollecita la Regione ad «innalzare di almeno il 10% la garanzia da fornire alle banche per la concessione delle anticipazioni, valorizzando il ruolo dei Cofidi regionali». Dopodiché andranno ricontratti i vincoli del Patto di Stabilità, che impediscono alle Regioni di liquidare le imprese pena lo sforamento del tetto.

Ieri la Puglia si è fatta sentire col governo anche su un altro fronte: le incognite sui fondi per le cassintegrazioni in deroga. I solleciti lanciati da Vendola e dalla giunta sono rimasti senza risposta e oggi, dinanzi alle Prefetture, Cgil, Cisl, Uil e Ugl terranno dei sit-in di protesta. Sempre Vico, a nome di tutti i parlamentari pugliesi (Pd, Pdl, Udc, Idv, Fli, Api e Liberali) ha rivolto un’interrogazione al ministro del Lavoro Fornero – cui si era anche rivolta la Pd Teresa Bellanova – per chiedere come mai, nonostante le stime su un aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali in Puglia e nonostante l’accordo sottoscritto il 23 aprile scorso, dal governo è arrivata «soltanto una parziale copertura, pari a 80 milioni di euro a fronte dei 200 milioni richiesti. Allo stato attuale il 70% dei fondi promessi sono già impegnati per effetto dell’aumento esponenziale di cig e mobilità in deroga».

BEPI MARTELLOTTA


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