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Cagnano Varano/ “Spiaggiamento dei capodogli? Colpa dei sonar militari”

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Ma anche per l’uso di air guns (pistole e spruzzo) utilizzati nelle prospezioni per la ricerca del petrolio. 

 

 Lo spiaggia­mento dei sette capodogli sul litorale tra Cagnano Varano ed Ischitella verificatosi il sette dicembre del 2009 sarebbe stato causato dall’uso di sonar militari e di air guns (pistole a spruzzo) utilizzati nelle pro­spezioni geosismiche per la ricerca di pe­trolio". La fonte è quella del Ministero per l’Ambiente in risposta all’interrogazione presentata dal deputato pugliese dell’Idv, Pierfelice Zazzera. La nota ministeriale, al di là della sua autorevolezza, non sgombra, però, i dubbi sulla cause che hanno de­terminato il decesso dei sette cetacei; riteniamo che rimanga irrisolto il mistero della loro morte. Sono stati tanti gli stu­diosi ad occuparsi dello spiaggiamento dei sette cetacei e ad avanzare ipotesi diver­se. Nicola Zizzo dell’Università di Bari spie­gò che i cetacei avrebbero ingerito poli­clorobifenili che sono sostanze tossiche bandite in Italia dal 1983 (il vecchio Ddt che in Italia è vietato dal 1978 ma che ancora si usa nel Nord Africa ndr), e anche il mer­curio che, insieme al Pcb, hanno un effetto sinergico e alterano le funzioni del sistema nervoso centrale e del sistema immuni­tario. Come pure rimane incerto il ruolo delle prospezioni geologiche; di certo vie­ne escluso che le onde sonore abbiano po­tuto avere un "effetto diretto", non avendo investito gli animali, giacché i capodogli non presentavano emboli di gas o lipidici. Il Ministero dell’Ambiente ha categorica­mente escluso che i capodogli siano morti per i sacchetti di plastica così come riferito in un primo momento – spiega Zazzera – e scrive invece che i rilievi tossicologici e le prove biologiche indicano un’alterazione delle funzioni nervose ad eziologia eso­gena che, per quanto minime, possono aver alterato il senso di orientamento e della percezione; sempre il Ministero aggiunge che le prospezioni presenti in Adriatico possono eventualmente essere tenuti in considerazione come potenziale fattore di disturbo e/o di alterazione del compor­tamento di questi animali avendone im­pedito l’uscita o forse favorito l’ingresso". Non è stato però neppure escluso che ci possa essere stato un effetto indiretto delle ricerche petrolifere. il parlamentare ha colto l’occasione per denunciare appunto "i rischi a cui va incontro il sistema am­bientale a seguito delle autorizzazioni con­cesse a società petrolifere per la ricerca di idrocarburi in Adriatico. Al di là delle cause del decesso, c’è da dire che ancora una volta s’è persa l’occasione per lasciare tracce di quell’avvenimento.

Francesco Mastropaolo


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