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Il Parco del Gargano esporta biodiversita

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Stamane due cicogne bianche dell’Oasi Lago Salso donate all’Oasi di Orbetello".

 

 “Un altro successo nella gestione delle risorse naturali da parte del Parco Nazionale del Gargano che insieme al Centro Studi Naturalistici cura il reparto faunistico del Lago Salso, infatti proprio stamane due stupendi esemplari di Cicogna bianca (Ciconia ciconia) del Centro per la Fauna Selvaticadel Parco Nazionale del Gargano, sono stati ceduti al WWF che intraprenderà un progetto di ripopolamento della specie sulla scorta del successo ottenuto nelle paludi sipontine. Il WWF Oasi nella persona del referente Antonio Canu insieme al Parco Nazionale del Gargano e al Centro Studi Naturalistici hanno firmato un protocollo d’intesa per il trasferimento presso l’Oasi WWF di Orbetello dove saranno eseguite le operazioni di ripopolamento.

“Ancora una volta il Parco Nazionale del Gargano risulta baricentrico nell’area mediterranea per le attività di conservazione della natura”, afferma il presidente dell’area protetta Stefano Pecorella, “tanto da riuscire ad esportare biodiversità e progettualità in grado di migliorare la situazione ambientale in contesti simili da progetti pilota nati e realizzati con successo qui”.
Gli esemplari sono stati affidati ad una staffetta del Corpo Forestale dello Stato-servizio CITES nelle persone degli efficienti assistenti Ciminiello e Navach di Bari per raggiungere in giornata l’Oasi di Orbetello.

Si tratta di un importante evento, dichiarano il referente per la fauna e il presidente del Centro Studi Naturalistici Matteo Caldarella e Vincenzo Rizzi, qui il progetto per il ripopolamento della Cicogna bianca prese le mosse nel 2004 con esemplari ceduti dal centro spagnolo di Caceres, da allora i progressi non sono mancati ed ora, grazie a quanto realizzato, il complesso delle zone umide sipontine è diventata l’area più importante d’Italia per la specie con 10 nidi attivi (dati di maggio 2011) e circa un centinaio di esemplari che con il loro maestoso volo ormai sono divenuti una presenza abituale da marzo a settembre nelle paludi e nelle steppe pedegarganiche allietando e attirando turisti ed escursionisti.

L’augurio è che i capostipiti dei riproduttori inviati oggi ad Orbetello possano far ripetere i successi del Parco Nazionale del Gargano.

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