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Turismo/ L’estate del 2012 parte male. A giugno calo del 10-20%

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Il tempo instabile di maggio ha pesato sulle prenotazioni. La destogianilizzazione non decolla: si spera in luglio e agosto.

 

 Sarà anche una delle regioni più cool per l’estate, quella piena di agosto, ma la destagionalizzazione non è proprio di casa in Puglia. A confermar­lo, dopo la Pasqua in sordina, le prenotazioni per il mese di giugno fornite da Federalber­ghi e operatori: calo del 10% in Salento, quasi del 20% sul Gargano. A voler essere ottimi­sti il mese di giugno si chiude­rà, a livello regionale, con una diminuzione del 10% delle pre­senze, come ha sottolineato l’Associazione albergatori pu­gliesi lamentando le troppe presenze «domestiche» e le poche straniere: e la crisi mor­de soprattutto in Italia e al Mezzogiorno. Il fattore meteo – con un mese di maggio instabile – non ha favorito le prenotazio­ni. E lo dimostra anche questo primo week-end della nuova stagione con il vento che di certo non è stato un buon alle­ato. Ma l’analisi degli esperti del settore scava più a fondo e va ben oltre le bizze di una primavera con tante nuvole e po­co sole. «Bisognerebbe richiamare ad una maggiore accortezza – sottolinea Mimmo De San­tis, presidente di Federalber­ghi Lecce, cercando di spiega­re il calo del 10% delle prenota­zioni registrate per giugno nel Salento – chi fa le previsioni del tempo, cui basta aggiungere una nuvoletta sulla cartina geografica per ingenerare sfi­ducia nella gente provocando danni seri al nostro settore – ragiona il numero uno degli al­bergatori salentini – Ma detto questo, non escludiamo che la flessione del dieci per cento finora riscontrata a giugno pos­sa essere figlia anche di altre cause come la congiuntura economica negativa, lo scora­mento diffuso che ne consegue e persino il sisma in l’Emi­lia Romagna con i suoi riflessi non positivi sull’umore gene­rale». Secondo Federalberghi a soffrire di più sono gli alber­ghi situati fuori dai centri sto­rici, specie quelli che offrono la classica vacanza «sole – ma­re», finora non agevolati dal­l’instabilità delle condizioni meteorologiche. «Sappiamo che tirano molto i bed & bre­akfast – fa sapere De Santis ed anche le strutture alber­ghiere all’interno dei tessuto urbano. Ovviamente ci sfuggo­no i dati sulle case-vacanza e su tutti gli alloggi che vengo­no affittati in nero. Ma qui en­triamo in un capitolo su cui ci sarebbero da dire tante cose. Chiudo semplicemente rile­vando che certe situazioni non fanno onore e soprattutto ci fanno male. Noi siamo dalla parte degli imprenditori seri, di quelli che fanno le cose per bene». Basandosi sui dati uffi­ciali non rosei relativi al pri­mo trimestre del 2012, An­drea Montinari,. presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce, dal settore si aspetta performance decisa­mente meno brillanti rispetto alla scorsa estate. E azzarda una previsione sui prossimi tre mesi che dovrebbero, a suo giudizio, far registrare un diffuso, sia pur contenuto, ca­lo dei fatturati rispetto al 2011. Su giugno non si sbilan­cia «perché le prenotazioni po­trebbero arrivare molto sotto data, come avviene ormai da tempo, mentre nel primo tri­mestre di quest’anno abbia­mo rilevato un calo tra il 5 e il 7 per cento». Sul Gargano, invece, si è convinti che a luglio e ad ago­sto si ripeteranno le buone performance della scor­sa estate. Ma per giugno gli operatori – che già da Pasqua hanno visto arrivare sul Promonto­rio inglesi, olandesi, belgi e tedeschi – la­mentano un calo di quasi il 20% delle prenotazioni. Eppure giu­gno è il mese solita­mente preferito dai turisti del Nord Euro­pa, come spiega Ros­sella Falcone, presi­dente del Consorzio degli operatori turi­stici «Gargano Mare» di Vieste che ha organizzato la «Borsa del Turi­smo del Gargano» la cui quarta edi­zione si svolgerà dal 10 al 14 giu­gno. Anche" per Falcone sulla par­tenza lenta della stagione garganica – oltre alla crisi generale ed alle tasse, prima tra tutte l’Imu che presto si svelerà sui conti degli italiani – ha pesato il tempo instabile di maggio. «Diverso il di­scorso per luglio che ad oggi registra un 80% di riempimento, in linea con il 2011, anche se agosto resta sempre il mese più gettonato dagli italiani che però, compli­ce il clima di austerity, aspetta­no offerte e promozioni del­l’ultima ora prima di prenota­re le due settimane centrali che per molte strutture alber­ghiere rappresentano il vero termometro della stagione.


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