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Rodi/ E’ qui la spiaggia ideale per bambini l’hanno votata oltre 500 pediatri

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Assegnata la Bandiera Verde, dopo quella blu e le “vele” di Legambiente. Ennesimo riconoscimento per l’ampiezza dell’arenile e il mare pulito.

 

 Una vera e propria collezione di bandiere colorate quelle che da anni sta mettendo ‘insieme Rodi Gar­ganico, Non si contano più quelle blu, stesso discorso per le «vele» di Legam­biente; ultimo riconoscimento in ordine di tempo è la bandiera verde assegnata al Comune dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale, E perchè i numeri non siano dati astratti e per dare il giusto spessore all’ambito riconoscimento, è bene sottolineare che la commissione preposta all’assegnazione del premio è composta da circa cinquecento pediatri italiani, i quali esaminano le spiagge italiane alla ricerca di quelle più adatte alle famiglie con bam­bini. I parametri presi in considerazione sono i seguenti: spiaggia con sabbia, e non con scogli, ghiaia o ciottoli; arenile ampio; ombrelloni distanziati e presenza di soc­corritori; mare pulito con acqua bassa vicino alla riva; strutture ricettive in pros­simità della spiaggia, adeguato numero di negozi, trattorie, pizzerie e gelaterie dove svagarsi dopo i tuffi. Va ricordato anche che la «bandiera blu» viene invece as­segnata dalla Fondazione per l’educazione ambientale e, oltre al mare bello e pulito, prende in considerazione anche tutta una serie di fattori che apportano valore ag­giunto al territorio e alla qualità del tu­rismo. In particolare, depurazione delle acque reflue, gestione dei rifiuti, educa­zione ambientale e informazione; e ancora: facile accesso alla spiaggia e la presenza di contenitori per rifiuti in numero adeguato e la costante pulizia degli arenili e una continua sensibilizzazione per la raccolta differenziata.
Per quanto riguarda invece le «vele» di Legambiente, sono ventuno i parametri che vengono suddivisi in due principali ca­tegorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Lo stato di conservazione del territorio e del paesaggio, la qualità dell’accoglienza, la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di servizi per disabili, le iniziative nel campo della gestione so­stenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e la presenza di parchi e aree marine protette, costituiscono per Legambiente chiari in­dicatori di merito. L’origine di Rodi Garganico è stata spesso collegata al movimento espansionistico dì popolazioni di etnia greca. Secondo lo studioso Michelangelo Manicone, Rodì Gar­ganico affonderebbe le sue radici nella cultura dauna, e quindi potrebbe essere stata riedificata sulle rovine della mitica Uria, distrutta dopo le guerre puniche. Plinio, infine, fa menzione di un «Portus Garnae» che gli storici identificano con il porto di Rodi Garganico, i cui ruderi erano visibili fino agli inizi del secolo scorso nella Cala del Castello, sotto il Rione Cam­bomilla. Le mura difensive del porto, che un tempo erano piuttosto imponenti, gra­dualmente sono state trasformate in abi­tazioni. Una botola scolpita nella rupe, poi, permette di accedere ad un locale. sulla cui architrave si legge la scritta in latino Tabularium (archivio), dove probabilmente veniva registrata l’attività commerciale e mercantile di Rodi Garganico.

Francesco Mastropaolo


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