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Vieste/ “Viva la mafia” sui segnali stradali

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La condanna del sindaco.

 

 «Viva la mafia» e «viva Totò Riina». Sono le scritte comparse, ieri mattina, a Vieste su alcuni cartelli stradali che indicano la direzione per Peschici e per Foggia. Scritte realizzate con della vernice, nera in località Coppa Cardillo, nelle campagne alla periferia della città. Apparse nell’unica città della provincia di Foggia che si è ribellata alla criminalità organizzata e alla mafia e dove è nata l’unica associazione antiracket. Inoltre le scritte sono comparse nella zona dove, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato messo a segno il blitz Medioevo, l’operazione con cui i carabinieri del comando provinciale di Foggia e la Dda di Bari hanno sgominato un’associazione mafiosa che, per diverso tempo, minacciava a fini estorsivi imprenditori e commercianti del centro garganico. «Quelle scritte non si possono commentare» ha detto Ersilia Nobile, il sindaco di Vieste, la cui amministrazione si è costituita parte civile nel processo, che si sta svolgendo al tribunale di Foggia, per le otto persone arrestate nel blitz, tra cui anche il presunto capo Angelo Notarangelo. Frasi apparse nella città che negli ultimi anni ha registrato uno dei delitti di mafia più efferati: quello dei fratelli Giovanni e Martino Piscopo, uccisi e poi bruciati. «La mafia – continua la sindaca – si ribella alla nostra legalità. Loro possono scrivere tutto quello che vogliono, ma il tessuto sociale ora è diverso rispetto ad alcuni anni fa. Ognuno di noi deve prendere coscienza della legalità. Che va dalle piccole cose della vita quotidiana a quelle più importanti, come esserci costituiti pare civile al processo Medioevo al fianco dei nostri imprenditori vittime delle estorsioni. Capisco che questi concetti non siano comprensibili a tutti. Ma non credo che due scritte non possano fermare il percorso della legalità che da qualche tempo Vieste ha intrapreso».


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