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I No Triv nel mare nostrum dei movimenti

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L’associazione contro le trivellazioni è in linea con la Rete dei Cittadini… e con Grillo.

 

 Continua con efficacia in provincia di Foggia e sul Gar­gano l’attività del Movimento No Triv. L’altro giorno, come fa sa­pere il referente della rete con­tro le trivellazioni Raffaele Vi­gilante, è iniziata la discussio­ne al TAR Lazio sui ricorsi con­tro la Petroceltic Elsa. La sen­tenza potrebbe fare storia. In­tanto lo scorso 31 maggio, la Rete di associazioni per la tute­la del mare Adriatico e Ionio’ contro le trivellazioni petroli­fere ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio re­gionale Onofrio Introna un documento, approvato dall’assemblea NO TRIV svoltasi nel­la Sala Consiliare del Munici­pio di Rodi Garganico. Nel documento si legge una richiesta al Ministero dell’am­biente e al Ministero dello svi­luppo economico. La Rete di associazioni per la tutela del mare Adriatico e Ionio contro le trivellazioni petrolifere e l’assemblea ritengono l’am­biente un bene in sé e come ta­le oggetto di tutela indipen­dentemente da valutazioni economiche e finanziarie. Nel documento considerano come premessa che il mare Adriatico è un mare chiuso da conside­rarsi quasi un grande lago e che la già fragile economia è avvol­ti da una crisi globale dai ri­svolti futuri non prevedibili, che i ricercatori stanno dimo­strando il nesso scientifico tra lo spiaggiamento di cetacei (come avvenuto sulle coste del Gargano, del Salento e della Grecia) e le proiezioni geosi­smiche AIRGUN che danneg­gerebbero in maniera irrever­sibile l’udito dei cetacei, facen­do perdere loro l’orientamento e osservano infine che la pe­sca e il turismo sono le attività principali della nostra regione Puglia e di tutto l’Adriatico, che danno lavoro a migliaia e mi­gliaia di famiglie. Sono 4 i punti essenziali su cui operare se­condo la Rete dei No Triv. Il movimento chiede anzitutto che venga ripristinata la distanza delle 12 miglia dalla co­sta come in precedenza del de­creto liberalizzazioni; che ven­gano assolutamente. vietate le trivellazioni terrestri e marine in presenza di aree protette terrestri e marine o che la distan­za dalle stesse sia di almeno di 20 miglia, escluse le isole; chie­de che sia istituito un tavolo tecnico con le nazioni di Croa­zia, Albania, Montenegro e Grecia onde fare un percorso comune in tutto l’Adriatico per vietare le prospezioni geosi­smiche – e farsi portavoce pres­so la comunità europea per vo­tare una legge che regolamenti le stesse a livello europeo. Inol­tre l’assemblea della Rete per la tutela dell’Adriatico e dello Io­nio riunita a Rodi ha investito il presidente del Consiglio della regione Puglia, Onofrio Intro­na, da sempre sensibile a que­sti temi, di farsi portavoce del­la Rete presso i Ministeri in og­getto per la richiesta dei punti descritti. Insomma un passo importante per i N o Triv, che in questi mesi hanno lavorato e si sono dati appuntamento in diverse località dell’Adriatico. Il movimentismo dei No Triv si colloca in una strategia più ampia, che è ambientale, ma soprat­tutto politica. I No Triv che si firmano anche Rete dei Citta­dini aderiscono infatti all’U­nione dei Movimenti, alla federazione di anime civiche, vicine per affinità elettive al Movimento 5 Stelle di Beppe Gril­lo, che si sta componendo in tutte le regioni d’Italia. Nel loro manifesto on line i cittadini della Federazione dei Movi­menti rilevano un dato inelu­dibile. "Lo sgretolamento dei partiti tradizionali ha fatto in modo che in tutta Italia si siano presentati alla tornata eletto­rale centinaia di liste civiche e svariati Movimenti. Il nostro obiettivo, a livello nazionale è di federare diversi Movimenti ispirati da valori comuni in primis dalla convinzione che l’attività politica debba consi­derarsi servizio nei confronti dei cittadini e uniformarsi a criteri di etica e legalità, nel ri­spetto della Costituzione e per perseguire, finalmente, l’at­tuazione della stessa". Come confida Raffaele Vigilante in Puglia e in Capitanata la rete dei cittadini ha molto seguito. Il Forum delle associazioni, pur con obiettivi a volte più ar­ticolati,le aggregazioni civiche sono pronte a dare il loro con­tributo anche in politica. Senza steccati ideologici.

Antonella Soccio


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