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“Il relitto garibaldino per ora resta a Tremiti”

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A Caprera un video. Il sindaco Fentini: “saremo vigili custodi: quel cimelio non si muoverà dai nostri abissi”.

 

 Dal prelievo di un pezzo del relitto ad una ripresa video subacquea. Per il momento la situazione del relitto Lombardo sta tutta in questi ter­mini. "Non ci sarebbero i tempi tecnici ci hanno detto quelli della Marlin Tremiti che stanno trat­tando la questione. Cioè i tempi per ciò che concerne la logistica, Per cui per adesso a Caprera manderanno solo una ripresa vi­deo del relitto, mentre il tutto do­vrebbe restare qui. Ma noi siamo vigili e continueremo ad esserlo" ammette il vicesindaco Basso Martella. Il relitto Lombardo per il momento resta dunque alle Tremiti. Resta giù nei fondali di Cala degli Inglesi dove si trova dalla notte tra il 12 marzo ed il 13 marzo 1864, quando urtò una secca affiorante di San Domino ed affondò. Era un classico pirova­pore, ossia una nave (o piroscafo) " a ruota, che dopo aver fatto parte insieme al "Piemonte" della flottiglia con la quale Garibaldi fece la storia d’Italia, affondò ad un passo da San Domino, mentre trasportava detenuti, diretti pro­prio alla colonia penale tremi­tese. Scivolò ad una profondità tra gli 8 e di 15 metri (il grosso del relitto), mentre una piccola parte sprofondò ancor più giù a 25 me­tri. Tortuosa la storia dell’imbar­cazione: dopo essere stata semi affondata nel porto siciliano da parte dei cannoni borbonici, il piroscafo venne recuperato e re­staurato, tanto da venire impie­gato dalla Marina di Guerra Sar­da, che lo adoperò per traspor­tare truppe e detenuti fino alla data del suo affondamento. Il cui punto esatto è sul lato nord ovest dell’isola di San Domino. “A Ca­prera, dove c’è una casa museo di Giuseppe Garibaldi, per adesso manderanno una ripresa video del Lombardo" spiegano dal co­mune tremitese. "Per il momento tutto il relitto resta qui". Come si ricorderà erano tornati alla ca­rica nei giorni scorsi, con una lettera, quelli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente. Lette­ra che annunciava al Comune tremitese di aver dato l’autoriz­zazione a prelevare qualche pez­zo del relitto per collocarlo al mu­seo di Caprera. Ma il neo sindaco Antonio Fentini fu chiaro. "Di­sponibili a cedere solo qualche pezzo. Magari con una targhetta dove si legge "donato dal Comu­ne di Tremiti", ma il grosso resta qui. C’è una petizione popolare. Siamo contrari. Abbiano anche noi intenzione di fare un piccolo museo subacqueo". Guerra tra isole in vista? Si vedrà. Per il momento è tregua.

Francesco Trotta  


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