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Fermo pesca/ Stop dal 16 luglio al 2 settembre

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Presso la direzio­ne generale della pesca a Roma è stata delineata la bozza del calendario del fermo pesca per quest’anno in Adriatico e nel Tirreno.  L’ipotesi prevede il blocco delle at­tività da Trieste a Brindisi dal 16 luglio al2 settembre, con ripresa il 3 settem­bre ma, per le prime 10 settimane, lavorando soltanto 3 giorni su 5; sul versante ionico-tirrenico, da Gallipoli a Im­peria, il fermo dovrebbe invece scattare – il 20 agosto e terminare il 19 settembre o il primo ottobre. Sempre al ministero è al vaglio l’ipo­tesi per la definizione di un provve­dimento che riduca l’attività di pesca con l’uso contemporaneo di due reti a strascico (le cosiddette reti gemelle) in Adriatico. Questo provvedimento, come quello del fermo di pesca, sarà portato all’attenzione della prossima commissione consultiva centrale. Alla luce di ciò, le associazioni di categoria raccolgono i primi mugugni delle marinerie adriatiche, compresa quella di Manfredonia che conta la flot­ta peschereccia più numerosa, e riba­discono le loro istanze, tra cui la ne­cessità di un approccio differente alla definizione del fermo pesca. Dovrà es­sere flessibile, in linea con le diverse marinerie e le esigenze del mercato. Prevista anche l’introduzione di un si­stema di gestione della pesca che sta­bilisca un numero massimo di giornate di pesca per l’intero anno, adeguato alle caratteristiche dei vari areali con un arco temporale che potrebbe estendersi annualmente. Nell’incontro romano è stato definito un sistema di compartecipazione (Sta­to-Regioni) che consentirà di recupera­re le risorse finanziarie necessarie per realizzare un fermo remunerato per trenta giorni .


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