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Apricena, sindaco rinviato a giudizio per diffamazione

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"Cè da augurarsi che il sindaco archivi il suo delirio di onnipotenza almeno in un Tribunale e di fronte ad un giudice, adeguando il proprio comportamento a quello che usualmente ha il rappresentante di un’istituzione". E’ Tommaso Pasqua a replicare alle affermazioni del primo cittadino apricenese a seguito del suo rinvio a giudizio per diffamazione, "reato che si configura quando si adotta un linguaggio volgare e violento". "Non per merito della cultura politica a cui si richiama Antonio Potenza, in Italia è da decenni che non si celebrano più processi per le idee e le opinioni – continua Pasqua – a meno che le stesse non siano espresse con l’intenzione di offendere o, peggio, far credere che siano stati commessi reati. Esattamente ciò che ha fatto il rappresentante della Giunta Potenza-Bianchi. Eviti, quindi, di coinvolgere nel suo delirio di onnipotenza gli incolpevoli ed ignari cittadini di Apricena, anche considerando che lui e la sua lista rappresentano poco più di un terzo dell’elettorato apricenese.

Gli amministratori e i consiglieri comunali che hanno governato la città fino ad un mese fa hanno espresso con atti formali e dichiarazioni pubbliche incondizionata fiducia e massimo rispetto verso la magistratura, evitando di strumentalizzarne l’azione a fini politici – conclude Tommaso Pasqua – Suggerisco a Potenza di affrontare questa vicenda con analoga serenità, evitando i toni apocalittici e le crociate ideologiche che mal si addicono ad un sindaco"


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