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La Puglia lancia la sfida della pizza

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Dalla Camera di Commercio di Bari. 60mila euro per promuovere il marchio.

 

 Fior di latte della provincia di Bari, pomodori San Marzano dop, olio extravergine d’oliva, sale di Margherita di Savoia e farina pugliese. I commercianti baresi promuovono la pizza a chilometro zero e il primo marchio registrato alla Camera di Commercio. «Sono anni che lavoriamo per identificare il nostro prodotto – spiega Mimmo Tarantini, vicepresidente dell’associazione L.u.c.a. (Libera unione commercianti Apulia) – ed ora siamo arrivati alla sua certificazione. Cominciamo con la registrazione del marchio con il nome autentica pizza pugliese». Due i modelli di pizza proposti e sui quali la Samer, l’azienda della Camera di commercio che si occupa appunto delle certificazioni di qualità, effettuerà i controlli: la pizza barese (farina, sale, pelato pugliese, mozzarella, olio) e la «marzolina» (farina, sale, pelato pugliese, mozzarella, olio, pomodori Regina di Polignano, ricotta marzotica di Conversano e rucola selvatica pugliese). Il diametro non deve superare i 35 centimetri e lo spessore non deve andare oltre 0,2 centimetri. «Non è un modo per fare marketing – aggiunge Tarantini – ma per valorizzare i nostri prodotti locali: la pizza sarà realizzata esclusivamente con ingredienti locali ed inoltre sarà a basso tasso glicemico». La Camera di Commercio ha stanziato 60mila euro per promuovere il marchio e una serie di manifestazioni.


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