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Vieste – Viva per miracolo la cagnolina Ambra, violentata e impiccata. Ma sarà tutto vero?

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Una incresciosa vicenda rischia di rovinare l’immagine di Vieste e delle sue strutture turistiche (a torto o a ragione si vedrà) su un gruppo di Facebook e sulle bacheche di migliaia di utenti di tutta Italia. Protagonista, suo malgrado, è una cagnolina di una quindicina di mesi, ribattezzata Ambra, un esemplare di simil pastore abruzzese dal pelo bianco ritrovato agonizzante presumibilmente nella serata del 12 giugno scorso impiccato con il filo della corrente lungo la recinzione di un villaggio turistico.

Ma non basta: a far inorridire ancor più la scena, Ambra sarebbe stata oggetto di abusi sessuali e in passato le sarebbero state amputate le orecchie (dettaglio visibile dalle foto pubblicate su facebook). Alessandra, una volontaria animalista in vacanza in questo villaggio, sarebbe riuscita a soccorrere la povera malcapitata cagnolina salvandola da morte certa. Ne parla a Pamela, una sua cara amica, che diffonde la notizia di questa barbarie su Facebook usando una foto che ritrae Ambra e su cui compare una inequivocabile dicitura: “Vieste: Ambra violentata e senza orecchie è stata trovata impiccata fuori a un villaggio turistico”. Il tutto abbinato ad un evento creato per raccogliere fondi necessari a pagare le cure, e per cercare candidati disponibiliad adottarla una volta guarita.
Se la storia dovesse risultare vera è giusto che chi ha sbagliato ne paghi le conseguenze, circoscrivendo al colpevole le responsabilità civili e penali, e il pubblico ludibrio, senza buttar fango sull’intera popolazione e sugli operatori turistici.
Ma il “se” è d’obbligo perché sul racconto di Alessandra c’è qualcosa che non quadra: una volta slegata la povera cagnolina, Alessandra non ha chiamato i Carabinieri per sporgere denuncia contro ignoti per maltrattamento di animali e non si è preoccupata di cercare volontari in zona o (soprattutto) un veterinario, preferendo tenere in bungalow con se la agonizzante Ambra per una intera notte prima di portarla in un centro veterinario di Bari, facendole sopportare un viaggio di almeno due ore e mezza. Avrebbe solo chiesto chiarimenti al direttore della struttura che avrebbe ammesso di aver legato il cane per tenerlo lontano dai clienti ma non ad altezza tale da impiccarlo. E anche dopo questa confessione non c’è stata nessuna denuncia, anche perché non c’erano testimoni che avrebbero potuto confermare l’ammissione.
Nel racconto dei fatti compare un’altra contraddizione: prima c’è la frase “Il cane era sollevato da terra nn era solo legato x di più è in calore ed è senza orecchie“, ma solo sei righe più in giù c’è scritto “Dalla prima visita dal vet si è notato che il cane perdeva sangue dalla vulva visibilmente gonfia ma non è in calore”. E’ in calore o no la malcapitata Ambra?
Inoltre, ricostruendo le date della vicenda, il cane sarebbe stato trovato (agonizzante perché impiccato con un filo elettrico, non dimentichiamolo) presumibilmente la sera del 12 giugno. A distanza di soli due giorni, esattamente alle 12:42 del 14 giugno, chi scrive con il nome dell’associazione che ce l’ha in cura ha pubblicato il seguente commento: “…se la tocchi sotto il mento non ci sono problemi…per il resto…urla!!! piange disperata, urla e grida!!!” alludendo principalmente alle parti intime (dettaglio specificato in altri commenti). E’ mai possibile che in 48 ore un cane che stava per morire impiccato non risenta più di alcun disturbo se toccato laddove stava per essere strangolato? La richiesta di visione di un referto medico che testimoni l’impiccagione non ha avuto seguito, almeno fino al momento in cui si scrive questo articolo.
Gli inviperiti lettori dell’appello stanno chiedendo a viva voce il nome della struttura turistica che sarebbe stata teatro di questa malvagità, con commenti pieni di ogni tipo di offesa: “complimenti a quello str del direttore.devi morire di fame”, “fate il nome del villaggio cosi’ nessuno ci mettera’ piu’ piede, di fame devono crepare”, “brutto maledetto schifo tu e il tuo villaggio di m****…un palo nel c*** ti dovrebbero mettere…(mi scuso per il linguaggio ma davanti a certe notizie non riesco a trattenermi)….”, “spero tanto ke venga fuori il nome del villaggio..così mandiamo il proprietario x tutta l’estate sulla spiaggia a gridare cocco bello cocco fresco x vivere!”, “BASTARDO,TI UCCIDEREI CN LE MIE MANI” per citare solo alcuni esempi presi a caso, concludendo la breve rassegna con “TROGLODITI SUDisti !!!”.
Ma le animaliste non vogliono fare pubblicamente il nome di questo villaggio per evitare il rischio di denunce per diffamazione. “Faremo il nome solo al Sindaco di Vieste” hanno detto, e qui si apre un altro capitolo torbido di questa vicenda. Un esponente politico viestano (non è un consigliere comunale ma l’esponente di un partito) ha contattato telefonicamente le attiviste con lo scopo di ottenere delucidazioni in merito, dando per scontata l’indignazione del Sindaco che prenderebbe una posizione ufficiale in presenza di fatti certi ed acclarati. Dopo questi colloqui telefonici, sono comparse frasi tipo “La volontaria che ha trovato Ambra è già in contatto con il sindaco di Vieste e il nome si dirà solo al sindaco” (pubblicata domenica alle ore 19:48) e “Il Sindaco ha già contattato Pamela” apparso lunedì alle ore 10:47 tra i commenti di un post. Martedì mattina noi di Ondaradio abbiamo sentito il Sindaco che ha dichiarato di essere totalmente all’oscuro di questa incresciosa (se veritiera) vicenda se non grazie alle informazioni ricevute dal sottoscritto e da una volontaria viestana che ha scoperto la faccenda tramite Facebook. Alle domande “Ma con il Sindaco ci avete parlato si o no?” Pamela ha risposto “Alessandra sta chiamando la segreteria del sindaco da venerdì. Numeri presi dal sito del comune di Vieste. Appena qualcuno si degna di rispondere Alessandra parlerà con il sindaco”. Quindi non è vero che l’hanno sentita, contrariamente a quanto affermato nei giorni scorsi.
Cosa c’è di vero dietro il ricovero della povera Ambra cercheremo di capirlo. L’auspicio è che si faccia chiarezza in tempi brevi per individuare e punire gli eventuali responsabili del fattaccio, o che venga salvaguardata l’immagine di Vieste e dell’intero comparto turistico, al momento messo in cattiva luce da questa vicenda. Augurando ad Ambra una pronta guarigione.

Sandro Siena

Il link per seguire l’intera vicenda è il seguente: http://www.facebook.com/events/427031797328954/


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