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Province/ Sì ai tagli: deciderà la Regione

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Ok Foggia e Lecce, addio alla Bat. Brindisi e Taranto salve solo aggregate.

 

 L’accordo politico c’è. Il ministro della Pubblica ammini­strazione e della Semplificazione, Filippo Patroni Griffi – nel corso dell’assemblea nazionale dell’Upi che si è aperta ieri a Roma, nella cinquecentesca Saletta Capranica – si è detto disponibile a non soppri­mere del tutto le Province, ma ad accorparle riducendole alla metà (42 il numero di «tagli» più vicino alla realtà). La seconda novità è che il processo di riorganizzazione dello Stato e dei suoi apparati non riguarderà solo le Province, ma an­che i Comuni, le Regioni e gli enti. «E’ una riforma di sistema che ri­guarda tutto il governo territoriale e dovrà essere imperniata sulle Pro­vince, le città metropolitane, le Unioni di Comuni e le gestioni asso­ciate di funzioni comunali sul terri­torio e le amministrazioni periferi­che dello Stato». In che tempi? Bre­vissimi .. «Non c’è più tempo di di­scutere sui modelli, si possono discutere solo i dettagli», ha spiegato il ministro ai presidenti presenti. I parametri per gli accorpamenti re­sterebbero quelli già filtrati nei giorni scorsi (popolazione superio­re ai 350 mila abitanti, estensione superiore ai 3 chilometri quadra­ti, numero dei Comuni oltre i 50: al­meno due su tre), ma l’ultima paro­la sarà detta lunedì prossimo quan­do «il ministro riunirà i rappresen­tanti di Regioni, Province e Comu­ni a Roma per presentare il testo de­finitivo sulla spending review – spiega il direttore dell’Upi, Piero Antonelli – che poi dovreb­be essere licenziato nella stessa se­rata». Per la Puglia significherà la riduzione da sei a tre Province (non hanno i requisiti Taranto, Brindisi – che potrebbero aggregarsi tra loro – e Bat) con la Provincia di Bari che dovrebbe sparire per lasciar posto all’area metropolitana. Questio­ne che non è stata del tutto chiarita, come non è stato neppure chia­rito il sistema elettorale che verrà scelto: cioè se rimarrà l’elezione di­retta di consiglieri e presidente di Provincia o se, invece, le Province diventeranno enti di secondo gra­do eletti dai consiglieri dei Comuni che le compongono. Della questio­ne, ha spiegato il ministro, tornerà ad occuparsene dopo gli accorpa­menti. Resterebbero invece buona parte delle funzioni che sembravano passare ai Comuni o alle Regio­ni: “Viabilità, ambiente, trasporti ed edilizia scolastica – spiega an­cora Antonelli – mentre le funzioni sociali, la cultura, i centri d’impiego passerebbero a Comuni e Re­gioni”. Ma chi deciderà gli accorpa­menti e con quale criterio? «Non è dato per scontato nulla – dice il presidente della Provincia di Brin­disi, Massimo Ferrarese – l’idea è che a decidere siano le Regioni. Naturalmente anche l’Anci vorrà ave­r voce in capitolo, perché i Comu­ni che non ci stanno potrebbero fare opposizione e bisognerà allora trovare altre soluzioni. Di certo, tut­to verrà fatto molto in fretta, ha spiegato il ministro». Per il resto, «mi sembra giusto che il riordino della macchina amministrativa del­lo Stato non riguardi solo le Provin­ce, è giusto razionalizzare tutto co­me proposi un anno fa all’Upi. Re­gioni come il Molise che hanno me­no abitanti di Bari, così come Co­muni con: 300 abitanti che hanno sindaci e consigli comunali vannoripensati. Al contrario, mi sembra che l’idea delle super Province fun­zioni». Tutto liscio sulla possibili­tà, allora, della superProvincia Brin­disi-Taranto? «Ma sì, si può stare insieme e differenziare le compe­tenze, la Regione non ha uffici di­staccati? D’altra parte, la fruizione dei cittadini degli uffici non è co­stante, al più sono le imprese più penalizzate». Per il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schit­tulli, il cui ente è destinato a scom­parire con l’istituzione dell’area me­tropolitana di Bari, non tutto è per­so. «Ho fatto presente al ministro – spiega – che non ha senso crea­re aree metropolitane piccole come Bari o Reggio Calabria. Questa ipo­tesi va bene per Roma o Milano, ma Bari che c’entra? E lui ha pro­messo che rifletterà. Monopoli, Al­tamura, Gravina vorranno perdere sovranità in favore di Bari? lo non credo». Anche il presidente della Bat, Provincia appena costituita e già destinata a chiudere i battenti, non ha perso le speranze: «Ho det­to alla ministra dell’Interno, Anna­maria Cancellieri, passata per un sa­luto che anche se partisse in tempi brevi l’area metropolitana di Bari bisognerà vedere se tutti i 41 Co­muni vorranno aderirvi. Corato, Ruvo, Terlizzi, Molfetta se invece scegliessero la Bat, potrebbero sal­vare questa Provincia. Inoltre, an­che sui criteri si sta ragionando, non è detto che alla fine si debba rispondere ad almeno due dei tre requisiti, ne potrebbe essere suf­ficiente anche uno solo. Si vedrà, nul­la è definito». Lunedì, intanto, ulti­mo appello per tutti, prima del via libera alla spending review.

Lorena Saracino
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