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Vieste/ La solitudine delle idee nella città delle menzogne

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Documento inedito che apre il libro "La perla delle illusioni" presto on line a titolo gratuito di Lazzaro Santoro. – Riceviamo e pubblichiamo – 

 

 L’obiettivo della pubblicazione a titolo gratuito del libro “La perla delle illusioni” è di raccogliere soldi per dei progetti sanitari.
In cambio della gratuità del libro, Vi chiedo di contribuire a finanziare, anche per un importo di pochi €, dei progetti della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza:
·    Adotta una cellula;
·    Due gocce di speranza, per la realizzazione di una Casa d’Accoglienza per i familiari dei bambini ricoverati nella Oncoematologia pediatrica e per l’attivazione del Reparto di Cardiochirurgia.
Per maggiori informazioni sui progetti e su come donare direttamente:
http://www.adottaunacellula.org/; http://www.operapadrepio.it/it/content/view/727/890/
 
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La curiosità
Per molti candidati, eletti o non eletti, il successo in termini di voti conseguiti alle elezioni amministrative del 2011 è esclusivamente in funzione della loro visibilità pubblica garantita dalle professioni che svolgono e dalla presenza nei partiti tradizionali.
Alcuni argomenti con i quali ho chiesto il voto agli elettori sono oggi riproposti in Consiglio Comunale dalle minoranze indifferenti alle mie istanze espresse pubblicamente dal 2009 al maggio del 2011. La valorizzazione post elezioni, le aperture e le convergenze programmatiche non hanno senso se fatte dopo le elezioni amministrative. Non voglio fare la figura dell’utile idiota per le carriere politiche degli altri.
Altri, non eletti, di sinistra, anche loro silenziosi prima delle elezioni amministrative del 2011 e indifferenti alle mie idee politiche, ripropongono oggi sulla carta stampata alcuni punti che io avevo esplicitato nei documenti raccolti nel libro “La perla delle illusioni” prossimamente on line a titolo gratuito.
Altri punti del programma amministrativo della Lista La Rinascita sono portati all’attenzione del Consiglio Comunale dalla maggioranza.
Candidati, eletti o non eletti, senza nessuna idea della politica manifestata prima delle elezioni amministrative del 2011, portano all’attenzione delle forze politiche e dell’opinione pubblica i punti del programma amministrativo della Lista La Rinascita, di cui ero candidato sindaco.
Posso dire quindi che la mia sconfitta alle elezioni amministrative del Comune di Vieste del 2011 non è stata la sconfitta delle idee dei miei elettori di cui ero portavoce? No, affatto. Con me hanno perso anche i miei elettori perché il programma amministrativo della Lista La Rinascita voleva appunto La Rinascita della città di Vieste ovvero una programmazione seria e sostenibile del futuro della comunità di Vieste.
 
 
 Questo posto è il suo posto?
 No, è di tutti
 
 A Giovanna e Ovidio Marras

 

 

 

Vieste è una città sull’orlo di una crisi di nervi. Vieste è una città sopravvalutata nelle bellezze, nella gente, nei costumi, nella politica e nell’economia. Vieste è niente. Vieste vale niente. Valiamo niente come comunità. Vieste è persa. Vieste è una città di illusi ipocriti schizofrenici.

      Il recente convegno “Libri oggi, liberi domani”, organizzato dall’Associazione “Insieme per Crescere” in collaborazione con l’Associazione Antiracket di Vieste, svoltosi a Vieste il 21 gennaio 2012 presso l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Fazzini-Giuliani”, non ha aperto la riflessione sulla drammatica situazione culturale del nostro paese senza una biblioteca pubblica comunale. La politica, distratta e disinteressata verso la cultura, è stata invitata al tavolo dei relatori.
     Durante il convegno, il presidente onorario della Federazione Italiana Antiracket Tano Grasso ha sottolineato che “le responsabilità maggiori di un territorio sono di coloro che appartengono all’èlite del territorio: imprenditori, professionisti e intellettuali”, aggiungendo che “una forte maggioranza di una componente dell’élite del territorio, gli imprenditori, hanno un interesse a convivere con questi criminali”.
     Possiamo menzionare anche la politica tra coloro che hanno “responsabilità maggiori di un territorio”?
 I “tratti sintomatici della contiguità mafiosa”[1] fanno emergere la responsabilità della politica. I “tratti sintomatici della contiguità mafiosa” si registrano quando “non funzionano il controllo da parte dei pubblici poteri” e quando c’è “commistione tra momenti di amministrazione attiva, funzioni politiche e compiti di controllo”. In un contesto dove il vicesindaco del Comune di Vieste con delega alla Polizia Municipale è dipendente della SI.ECO, il mancato rispetto da parte della società SI.ECO del capitolato di affidamento[2] e del contratto di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti di nettezza e igiene urbana e dei servizi accessori nella città di Vieste, come dimostrato dalle centinaia di segnalazioni del Comando di Polizia Municipale e delle numerose comunicazioni del dirigente IV Settore dott. Vaira inoltrate alla SI.ECO nel 2011, è un tratto sintomatico dell’attuale contiguità mafiosa.
In relazione alle richieste di rimborso Tarsu inoltrate al Comune di Vieste da quattordici aziende turistiche, “per il comportamento sostanziale e processuale del Comune di Vieste, che a seguito di questa fattispecie e di altre similari decise contestualmente da questa Commissione subirà un rilevante pregiudizio economico, la Commissione ritiene di avere l’obbligo di trasmettere copia degli atti di questo processo e degli altri all’Organo di Controllo, che è la Corte dei Conti Regionale, ed in particolare alla Procura Regionale (c/o La Corte dei Conti della Puglia)[3].
La negazione delle modalità mafiose è un’operazione politica. La “costante sottovalutazione” del fenomeno criminale mette in discussione l’esistenza delle modalità mafiose e quindi il controllo del territorio e dell’economia da parte della mafia. I riferimenti sono alla microcriminalità e all’incredibile stupefacente semplificazione illusionistica della realtà[4]. La tesi della difesa degli “otto imputati accusati, a vario titolo, di detenzione e produzione di sostanze stupefacenti, ricettazione ed estorsione, tutti reati aggravati dalle modalità mafiose” coincide con la negazione delle modalità mafiose fatta del sindaco di Vieste Ersilia Nobile a sua volta coincidente con la nuova dichiarazione rilasciata nel processo Medioevo da Domenico Vescera, titolare, insieme al fratello Giuseppe, del ristorante Scialì, distrutto da un incendio nel febbraio 2011. Nella “conoscenza dell’aria pesante solo grazie ai giornali” e nei “non ricordo” dei nomi degli altri imprenditori turistici i quali avevano ammesso di pagare il pizzo, la negazione delle modalità mafiose. L’illusione mediatica dei giornalisti è a supporto della negazione delle modalità mafiose: “Sindaco, lo scorso autunno, imperava su Vieste una pericolosa escalation di microcriminalità e di fenomeni estorsivi, la ritiene una minaccia ormai debellata?”[5].
     E’ ragionevole supporre che gli imprenditori che godono di maggiori benefici degli altri dalla posizione geografica di Vieste abbiano le responsabilità maggiori?
In un contesto in cui l’importanza di Vieste si misura dal numero dei posti letto sul totale regionale, dieci imprenditori turistici hanno le responsabilità maggiori. Due di loro controllano il 25% dei posti letto disponibili a Vieste e conseguentemente hanno una grande responsabilità verso il territorio. Tra gli altri imprenditori, un gruppo limitato di edili costruisce sempre aumentando esponenzialmente le proprie responsabilità verso il territorio.
La lobby immobiliare detiene il potere politico locale. L’urbanistica è plasmata sugli umori cementizi della lobby immobiliare. Il P.R.G. del Comune di Vieste[6], annullato dal T.A.R. Puglia[7] e fatto rivivere dal Comune di Vieste[8] con l’avallo della Regione Puglia[9], e che rappresenta una singolarissima prevalenza della funzione amministrativa su quella giurisdizionale, tutela gli interessi della lobby immobiliare. La legalizzata tutela degli interessi personali confluiti nella pianificazione urbanistica comunale garantisce il successo della lobby immobiliare che controlla il potere politico locale. Spendersi per gli interessi della comunità degli elettori non premia elettoralmente perché il 50% degli aventi diritto non partecipa alle consultazioni amministrative.
     Gli “interessi diretti personali e concreti di taluni amministratori di Vieste”[10] sono gli interessi della lobby della ricettività turistica che detiene il potere politico.
     La lobby del cemento si fonde con la lobby degli imprenditori turistici dei posti letto.
     Il Consorzio turistico Gargano Mare non coincide con l’Associazione Antiracket.
     Nella logica delinquenziale, taglieggiare i primi dieci imprenditori turistici in termini di posti letto e fatturato, o gli imprenditori edili di successo, ha un grande significato economico. E’ di grande prestigio per la mafia quando gli imprenditori più importanti in termini di presenze turistiche che registrano le loro strutture, di livelli occupazionali o di fatturato non denunciano il racket o peggio suggeriscono ad altri imprenditori di pagare il pizzo. I coraggiosi imprenditori che denunciano il pizzo valgono poco in termini percentuali di posti letto delle loro strutture, di occupazione garantita alla comunità o, per le imprese che non fanno turismo, di fatturato (grazie a loro, tuttavia, altri beneficeranno del loro coraggio).
     Da vent’anni di contiguità mafiosa, la politica nega le modalità mafiose. La lobby del cemento e della ricettività turistica non denuncia il racket e detiene il potere politico che non può che negare le modalità mafiose.
     Tra coloro che hanno proposto l’atto di intervento ad opponendum nel ricorso n. 504 del 2001 proposto da Protano Domenico contro il Comune di Vieste e la Regione Puglia e nei confronti di Del Duca Antonio e Pecorelli Pasquale[11], chi ha denunciato fenomeni estorsivi?
     Tra gli amministratori “titolari di interessi diretti, personali e concreti”[12], chi ha denunciato il racket delle estorsioni?
     Chi tra i titolari delle strutture ricettive che hanno inoltrato al Comune di Vieste i rimborsi Tarsu ha denunciato il pizzo?
     Perché il Consorzio turistico Gargano Mare tace sul mancato rispetto da parte della società SI.ECO del capitolato di affidamento[13] e del contratto di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti di nettezza e igiene urbana e dei servizi accessori nella città di Vieste?
     Perché gli imprenditori associati del Consorzio turistico Gargano Mare non denunciano in massa il racket delle estorsioni?
 
 
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L’opposizione di sinistra si è adeguata alle urbanistiche esigenze imprenditoriali e alle pretese edificatorie popolari. Dopo l’esilio del professore Raffaele Santoro, sindaco del Comune di Vieste dal 1976 al 1978, la sinistra si è adeguata ai voleri edificatori senza però riuscire a governare la città. Ritenuta evidentemente inaffidabile dagli elettori, ha fornito un alibi all’orgia cementizia delle maggioranze che hanno governato la città. Gli attuali sforzi della politica riformatrice di sinistra confluiscono nella tutela degli interessi della lobby del cemento e della ricettività turistica? Un nuovo centro di potere, indubbiamente più preparato, di sinistra, a servizio della lobby economica, vorrebbe sostituirsi ai sopravvissuti locali del P.d.L.?
     Nella metamorfosi post Raffaele Santoro della sinistra riformatrice nella città del consenso cementizio, la distilleria delle S.E.L. illusioni guarda al centro moderato per vincere le elezioni amministrative del 2016. E’ il momento di credere alle favole della qualità territoriale della lobby economica che ha distrutto il territorio[14] e che tutela i propri interessi[15].
     La filiale locale della Fabbrica di S.E.L. ha diffuso un distillato illusionistico e tranquillizzante[16] per la burocrazia comunale, utile per candidarsi alla guida della città di Vieste. Si guarda alla Corte dei Conti europea ma non alla relazione scritta del Procuratore Generale della Corte dei Conti di casa nostra Mario Ristuccia: “Fra le varie vicende denunciate si richiamano le seguenti: il comando nucleo polizia tributaria di Foggia ha segnalato (FESR – 6.697.839,04) l’irregolare gestione di contributi politici, effettuata da una società incaricata della costruzione e del completamento del porto turistico di Vieste, con l’implicazione di alcuni funzionari comunali, presentando fatture per operazioni inesistenti, documentazione non veritiera, irregolare utilizzo del contributo, quale fittizio aumento di capitale proprio, mancata restituzione, alla Regione Puglia, di quota di finanziamento ed il mancato completamento, dopo otto anni, del progetto del locale porto turistico”[17].
Neanche per la sinistra, il controllo delle determine dirigenziali è il cuore dell’amministrazione della città.
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 L’aumento di posti letto non è legittimato da una politica turistica sostenibile. Con i soldi dei contribuenti si garantisce la rendita territoriale della lobby dei posti letto. Il Presidente della Regione Puglia On. Vendola alimenta una gigantesca Fabbrica delle Illusioni per legittimare la necessità di aumentare l’offerta ricettiva dei titolari della rendita territoriale con i soldi dei contribuenti. Nel vulnerabile Parco Nazionale del Gargano perché senza Piano per il Parco, gli ottimi risultati conseguiti nel 2011 dalla Puglia nel settore turismo, in termini di arrivi e presenze, danno legittimità statistica al cemento, pagato dai contribuenti, indispensabile per creare nuova ricettività turistica e soddisfare la domanda turistica che è per definizione stagionale. La Giunta della Regione Puglia adotta il Regolamento regionale 20 febbraio 2012, n. 4 “Modifiche al Regolamento regionale n. 36 del 30 dicembre 2009 “Regolamento dei regimi di aiuto in esenzione per le imprese turistiche”[18]. Accanto agli aiuti agli investimenti iniziali, agli aiuti alle medie imprese singole ed ai Consorzi di PMI per la realizzazione di Programmi Integrati di Investimento (PIA – Turismo) previsti dal comma 1 dell’art. 1 del Regolamento regionale 30 dicembre 2009, n. 36, l’art. 1 del Regolamento regionale 20 febbraio 2012, n. 4 estende gli aiuti alle grandi imprese in forma singola o nell’ambito di una compagine consortile composta da una grande imprese ed altre PMI per la realizzazione di Contratti di Programma Turismo.
     La mia Lettera aperta al Presidente della Regione Puglia On. Vendola, nella quale ipotizzo una lottizzazione turistica abusiva realizzata da persone note nel Comune di Peschici e finanziata con i soldi dei contribuenti, non ha attirato l’attenzione dei politici e  degli ambientalisti. Una strada abusiva che conduce alla spiaggia di Zaiana, realizzata da ignoti, ha scatenato le ire degli intellettuali ambientalisti. L’Assessore Regionale per l’Assetto del Territorio, Angela Barbanente, “ha fatto partire immediatamente una richiesta di chiarimenti indirizzata al comune garganico”. Il Procuratore della Repubblica di Lucera Domenico Seccia: “Non posso entrare nel merito della questione perché di Zaiana non mi sono occupato ma posso dire che la nostra attenzione su quel territorio è molto alta”.
     Quando la politica si rivolge a diverse platee, gli effetti sono incerti. L’Assessore alle Politiche Sociali Gentile mette in evidenza la discrepanza tra i flussi turistici e i dati occupazionali nel Comune di Vieste. La Giunta della Regione Puglia adotta il Regolamento regionale “Misure urgenti per l’ampliamento dell’offerta turistico ricettiva della Regione Puglia di cui all’Accordo di Programma Quadro (Realizzazione di interventi a sostegno dello sviluppo locale),” [19] che differisce i termini per l’attivazione dei livelli occupazionali del Regolamento Regionale n. 22 del 6 aprile 2005 per via “della crisi economica che ha interessato negli ultimi anni i mercati locali e nazionali, anche per quanto riguarda il settore turistico”. Gli ottimi risultati conseguiti sul fronte del turismo in Puglia legittimano i finanziamenti pubblici a favore delle iniziative turistiche, ingiustificabili se il settore fosse attraversato da una crisi. La crisi è invocata per differire i termini occupazionali che di fatto aumentano la discrepanza tra i flussi turistici e i dati occupazionali denunciata dall’Assessore alle Politiche Sociali Gentile. Sullo sfondo il Parco Nazionale del Gargano, senza Piano per il Parco, senza vigilanza urbanistica e con un patrimonio ricettivo non accatastato, invisibile agli occhi dell’On. Vendola e non condonabile. Il favor della sinistra riformatrice è per la lobby della ricettività turistica e del cemento.
 
INTRODUZIONE
LA PERLA DELLE ILLUSIONI
 
      Questa raccolta di documenti, pubblicati sulla stampa locale tra il 2009 e il 2012, vuole narrare, con una buona dose di ironia, la realtà della città di Vieste con gli occhi, incontaminati dalla speculazione immobiliare, di chi abita queste terre.
     Questo libro traccia la rotta per diradare la nebbia illusionistica del benessere e del miraggio occupazionale creata da un gruppo di potere economico per veicolare nel mondo l’immagine paradisiaca di Vieste, definita con un linguaggio illusionistico “Perla del Gargano”, funzionale ai detentori della rendita territoriale, nata dal turismo industriale speculativo di Stato dell’Eni[20], dalla bolla speculativa del turismo balneare di massa disegnata dai “comprensori di sviluppo turistico” previsti dalla legge del 26 giugno 1965 n. 717 “Disciplina degli interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno” [21] e delimitati dal Piano di Coordinamento degli interventi pubblici del Mezzogiorno 1966-1969, dal cemento degli strumenti urbanistici scudo crociato prima e azzurro dopo, e sviluppatasi nella distruzione legalizzata dei valori paesaggistici, negli “interessi diretti personali e concreti di taluni amministratori di Vieste”[22] e nella speculazione urbanistica delle leggi dello Stato e della Regione Puglia.
     I racconti del volteggiare dell’elicottero di Enrico Mattei che sorvolava “Porto Greco” e delle sue gite alle grotte marine sulla motobarca dei fratelli Michele e Sante Trimigno, eternamente riportati dalla carta stampata e dalla TV, alimentano il turbine delle moderne illusioni.
     La nebbia delle illusioni dei programmi televisivi Linea Blu[23], Linea Verde[24], Easy Driver[25] è funzionale all’aumento della ricettività sulla costa nelle strutture ricettive di proprietà della lobby del turismo. Dieci famiglie, titolari della rendita territoriale, controllano oltre il 70% dei posti letto. Nel Parco Nazionale del Gargano senza Piano per il Parco (si è in attesa dell’approvazione da parte della Regione Puglia), l’incantesimo mediatico del New York Times, che pubblicizza i paesaggi scampati alla devastazione del cemento, amplifica e nasconde la distruzione dell’ambiente costiero, le diseguaglianze sociali ed economiche, la precarietà occupazionale, nati dal modello di turismo balneare di massa creato dall’Eni e dalla legge del 26 giugno 1965 n. 717 “Disciplina degli interventi per lo sviluppo del Mezzogiorno” che le telecamere della TV di Stato diffonde grazie all’affabulazione delle parole di Donatella Bianchi, Elisa Isoardi, Marcellino Mariucci, Ilaria Moscato. L’inganno è scoperto: le immagini provengono dagli elicotteri del Corpo Forestale dello Stato, dalle motovedette delle Capitanerie di Porto e dalle macchine in movimento. Il mescolamento con i locali è limitato alla narrazione di pescati favolosi degli anni Sessanta quando il prelievo della risorsa era inferiore alla capacità di riproduzione, delle ricette culinarie, delle vacche podoliche e del caciocavallo podolico, di Pizzomunno e Cristalda, della Chianca Amara, del Faro di Santa Eufemia e del Pizzomuno, della costa del Castello, della Cattedrale, degli ulivi, delle feste religiose, di San Michele, di Padre Pio, di Santa Maria di Merino, di Bruno Castiglia, dei trabucchi, delle serenate, delle poesie, delle grotte marine, del Parco Nazionale del Gargano, del surf e del kite, della ricotta, delle orecchiette, del limoncello, degli agrumi, delle marmellate di agrumi, delle bande musicali, dell’orienteering, del gruppo folk Pizzeche e Muzzeche, del Capriccio. Fatti e persone, paesaggi e leggende, monumenti e riti religiosi, diventano strumentali e funzionali all’arricchimento di coloro che costruirono abusivamente le proprie strutture ricettive a ridosso del mare sul demanio civico della Comunità di Vieste e che molto spesso finiscono sotto le acque delle inondazioni perché costruite in aree idrologicamente sensibili. Nel Parco Nazionale del Gargano senza Piano per il Parco, lo show mediatico aggrava la situazione di Vieste già soggetta a fortissime speculazioni edilizie soprattutto sulla costa e mette in dubbio la possibilità di realizzare una politica del turismo compatibile con la tutela del territorio. Anche l’Unesco è caduta nella trappola mediatica. La selezione delle immagini degli scenari paesaggistici miracolosamente scampati alla devastazione del cemento dei titolari della rendita fondiaria è attentissima[26] e alimenta una nuova domanda di posti letto nel Parco Nazionale del Gargano senza Piano per il Parco, nelle strutture ricettive della lobby del turismo che ha distrutto il territorio.
     I paesaggi di Vieste non sono cambiati per volontà divina. Le foto in bianco e nero degli anni Cinquanta tracciano “l’evoluzione involutiva” della comunità di Vieste verso la distruzione delle bellezze naturali, dei territori costieri, dei corsi d’acqua, delle zone umide e delle zone di interesse archeologico. Si vale in base agli immobili che si possiedono, belli o brutti, condonati o non condonabili, sulla propria proprietà privata, sui demani o sulla proprietà privata altrui. Nei paesaggi da cartolina degli anni Cinquanta. L’aspettativa edificatoria è diventata anche valore morale. La volumetria edificatoria già realizzata, spesso superiore al dovuto, premia i furbi e penalizza i proprietari di aree, che vedono esaurire la propria capacità edificatoria poiché altri realizzano la volumetria dell’area, e la collettività alle prese con l’insufficienza degli spazi destinati al verde pubblico e alle attrezzature sportive. La vigilanza edilizia ed urbanistica non vigila. Spesso chi ha deturpato il territorio esprime giudizi di valore positivo sui paesaggi degli anni Cinquanta ammirati nelle fotografie pubblicate su facebook  dagli amanti del bello. E’ schizofrenico. Nessuno mette in evidenza le proprie responsabilità nel massacro del territorio. Al massimo, quelle altrui. L’ipocrisia è di massa. L’autoassolvimento di massa dalla distruzione del territorio condiziona la politica. Il brutto lega gli elettori e la classe politica. La bellezza non rientra nei programmi politici. La Tamoil di Vieste è la Casa della Libertà.
     La distruzione della bellezza è il grande dono elargito alla mafia. L’ipoteca è eterna e il dono diventa ogni giorno sempre più grande. E’ come se in una partita di calcio, la squadra del cuore partisse con una penalizzazione di due goal al primo anno, di tre goal il secondo, e così via. Chi ama la bellezza? Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non s’insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore. I lettori accorti sanno che queste parole appartengono a Peppino Impastato, ammazzato dalla mafia siciliana con il tritolo perché aveva capito che per sconfiggere la mafia bisognava partire dalla bellezza. Nel film “I cento Passi”, il regista Giordana mette in grande evidenza le armi di Impastato nella lotta alla mafia: il circolo “Musica e cultura”, “Radio Aut” e le mostre fotografiche in piazza per denunciare la speculazione dell’aeroporto di Cinisi. A ogni violenza del territorio, la mafia diventa più forte. Si legittima grazie all’abusivismo edilizio di coloro i cui terreni sono esclusi dalle aree edificabili individuate nel P.R.G. dalla politica a cui paradossalmente gli abusivi ricorrono per piaceri e favori urbanistici concessi in cambio del voto alle elezioni amministrative, alla lottizzazione dei terreni appartenenti agli amministratori comunali e alla speculazione urbanistica. Con i condoni edilizi, Vieste ha ipotecato il futuro.
 
 
[1] Nella “Relazione annuale, Doc. XXIII n. 3” approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare nella seduta del 30 luglio 2003, il relatore Sen. Centaro definisce i tratti sintomatici della contiguità mafiosa: “L’inefficienza dei servizi in generale, la scarsa osservanza del diritto in tutte le manifestazioni della convivenza civile, la complicità dei cittadini nell’ottenere omissione di controlli e di legalità e nel godere di riduzioni di tasse e tributi, l’assenza di piani regolatori e di piani commerciali, l’abusivismo dilagante anche nelle zone sottoposte a vincoli paesaggistici e idrogeologici con specifico riferimento allo stesso demanio, la carenza dei servizi di polizia municipale, le scuole in stato di abbandono, le strade dissestate, i cimiteri trascurati, et similia, i rifiuti non raccolti tempestivamente per mancanza di mezzi e di personale, la tardiva e scarsa assistenza sanitaria, l’assunzione di personale con metodi clientelari, senza una selezione di merito, con procedure fortemente dubbie, la superficialità nelle procedure di gara per gli appalti di fornitura di beni, servizi e per la realizzazione di opere pubbliche, la fitta ed intricata rete di parentele, affinità, amicizie e frequentazioni tra taluni amministratori ed esponenti delle organizzazioni criminali locali, il dissesto dei bilanci e la scarsa chiarezza dei rendiconti di gestione, la devastazione del territorio, l’indebolimento del senso civico ed etico nei rapporti pubblici e sociali”.
 
[2] Delibera C.C. di Vieste n. 45 del 05/09/2005.
 
[3] Commissione Tributaria Provinciale di Foggia, Sentenza n. 83/03/12 del 12 marzo 2012
 
[4] Si veda in proposito l’intervista rilasciata dal sindaco a “Punto di Stella” in data 01/01/2008 (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=136) e  il messaggio del sindaco di fine anno (2011) pubblicato sul sito web dell’emittente radiofonica OndaRadio il 31 dicembre 2010.
 ( http://www.ondaradio.info/index.php?option=com_content&task=view&id=23117&Itemid=49).
 
[5] http://www.ondaradio.info/index.php?option=com_content&task=view&id=21134&Itemid=47
 
[6] Delibera del Consiglio Comunale di Vieste n. 464 del 19.12.1988 e delibera di Giunta della Regione Puglia n. 4903 del 15-12-1993.
 
[7] Sentenze T.A.R. Puglia n. 870-871-872-873-874-875-876-877 del 10 ottobre 1995.
 
[8] Delibera del Consiglio Comunale di Vieste n. 51 del 16-05-2000
 
[9] Delibera di Giunta Regione Puglia n. 1242/2000.
 
[10] Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Quarta, n. 6586 del 12 dicembre 2000.
 
[11] Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sede di Bari – Sezione Seconda, sentenza n. 1957/2002
 
[12] Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 155 suppl. del 29-12-2000
 
[13] Delibera C.C. di Vieste n. 45 del 05/09/2005.
 
[14] Viesteinforma, Circolo territoriale di Vieste di Sinistra, Ecologia e Libertà, 1 maggio 2012, Rossella Falcone, Quale turismo?
 
[15] Si veda ad esempio la questione dell’imposta di soggiorno.
 
[16] Viesteinforma, 1 maggio 2012, Porto di Vieste: interviene la UE.
Su come sono stati utilizzati i fondi UE per la costruzione dei porti è intervenuta drasticamente la Corte dei conti europea.
Nel mirino, tra gli altri, anche il porto di Vieste.
Secondo la Corte la costruzione del porto turistico di Vieste non ha un impatto sul sistema dei trasporti come previsto originariamente dalla direttiva europea.
Finanziamenti destinati ai trasporti e non al turismo, come sembra eccepire la Corte?In realtà il porto di Vieste è stato finanziato in parte con fondi statali Fas e, per un’altra parte, con risorse europee gestite dalla Puglia (Por 2000-2006). Sulla questione è intervenuta l’assessora al turismo silvia Godelli che ha rilasciato la seguente dichiarazione >.
Conclude l’articolo una stranissima considerazione sul turismo: “Il finanziamento è stato deciso negli anni duemila perché questa opera poteva avere effetti indubitabili sul turismo tanto che nel 2011 sono arrivati 237 mila persone, per due milioni di pernottamenti. Il giudizio della Corte dei conti, in verità, ha solo valore di analisi dell’impatto e raramente si traduce in un provvedimento di revoca dei fondi”.
 
[17] Adunanza delle SS.RR. del 22 febbraio 2011, Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2011, “Relazione “ scritta del Procuratore Generale Mario Ristuccia.
 
[18] Deliberazione di Giunta Regionale n. 257 del 14 febbraio 2012
 
[19] Deliberazione di Giunta Regionale n. 1626 del 19/07/2011.
 
 
[20] Agli inizi degli anni Sessanta la Snam S.p.a. dopo aver acquistato dai privati e dal Comune di Vieste i terreni che vanno da Vignanotica alla Testa del Gargano, realizza fuori dal centro abitato in un contesto di assoluta rilevanza paesaggistica,  il Centro Turistico Pugnochiuso.
 
[21] http://ressources.ciheam.org/om/pdf/r03/CI010710.pdf
 
[22] Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Quarta, n. 6586 del 12 dicembre 2000.
 
[23] http://www.youtube.com/watch?v=54bwA2gSR6E
 
[24] http://www.youtube.com/watch?v=02r6or09z0w&feature=relmfu
 
[25] http://www.youtube.com/watch?v=xoLlAdYur2Y
 
[26] http://www.youtube.com/watch?v=Db7g5WZiUNA&feature=fvst


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