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La comunità del Parco boccia il nuovo ‘piano rifiuti’ della Regione Puglia

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Soluzioni e parametri non idonei per un territorio come il Gargano.

 

Il ciclo dei rifiuti e l’ Eco-tassa sono stati i delicati punti all’ ordine del giorno della Comunità dei Sindaci del Parco Nazionale del Gargano. A Monte Sant ‘Angelo la Comunità del Parco ha discusso ampiamente della condizione di criticità del sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti del territorio dell’ area protetta, arrivando al punto di certificare il fallimento delle politiche regionali di pianificazione degli impianti così come dei fondi esigui per l’aumento della raccolta differenziata.  Le amministrazioni presenti, il Presidente dell’Ente Parco Stefano Pecorella e quella della Comunità, Ersilia Nobile, hanno espresso viva preoccupazione per la mancanza di dialogo e confronto su di un tema così importante che, tra l’altro, è stato oggetto di uno studio particolare da parte della Provincia di Foggia, come illustrato dall’Assessore provinciale
all’Ambiente Pasquale Pazienza, che ha delineato con precisione gli aspetti e parametri idonei per la razionalizzazione della raccolta e conferimento degli RSU per la Montagna del sole.
Durante il dibattito, si è analizzata la Deliberazione della Giunta regionale n.2147 del 23-10-2012, nella quale, recependo il piano del Commissario Delegato per la Provincia di Foggia, Gianni Mongelli (sindaco di Foggia ), si è definito il Piano di Armonizzazione degli Aro. Poi, si è confrontato il primo lavoro con quello della Provincia, concludendo con la sostanziale inadeguatezza del primo. Nello specifico la Comunità ha proposto e deliberato l’inserimento del Comune di San Marco in Lamis dall’ARO di San Severo e del comune di Veste dall’ CARO di Foggia a quello garganico. La delibera della Comunità assunta con l’unanimità  dei presenti sarà trasmessa anche ai comuni ai non presenti perché sia ampiamente condivisa da tutte le istituzioni.
Altresì, riscontrata la mancata realizzazione degli obiettivi, da parte della Regione Puglia, quanto alla chiusura complessiva del ciclo dei rifiuti, la Comunità dei sindaci ha chiesto alla Regione Puglia di rivedere la posizione assunta circa la ECO-TASSA, prevedendo l’erogazione della stessa ai comuni interessati. Infatti, la Regione sta indebitamente omettendo di trasferirla nei bilanci degli enti solo per sua responsabilità.
“Questo è il problema più grande e difficile a cui dobbiamo far fronte in questo momento – ha dichiarato in apertura il sindaco di Vieste-. Vanno trovate soluzioni concrete e durature e che esse siano di valenza comprensoriale e non solo comunale. Le modalità e gli enormi costi di conferimento dei rifiuti solidi urbani rischiano seriamente di far soffocare i Comuni ed i propri cittadini ed il comportamento della regione che trattiene nel suo bilancio l’eco-tassa, anziché di restituirla ai comuni, è la dimostrazione di una assoluta mancanza di responsabilità”.
“Anche se è vero che siamo in una fase transitoria (che oramai dura da dieci anni circa), per venire a capo di una pianificazione coerente e rispettosa del territorio garganico – ha chiosato Pecorella-, auspico che la Regione si comporti considerando il Gargano e la sua costa, elementi territoriali diversi da qualsiasi altra parte del territorio regionale. Per questo ogni soluzione deve essere sensibile e responsabile, le distanze devono essere tali danno determinare costi insopportabili e gli impianti devono soddisfare criteri di economicita’ ed efficienza ambientale. Mi auguro che si trovi una soluzione speciale per le Isole Tremiti che deve trasportate i suoi rifiuti prima via mare e poi per altri 100 chilometri, con costi proibitivi per una comunità di poche centinaia di anime”.
Altresì i presenti hanno ritenuto opportuno che la Regione venga sollecitata sul fronte dell’infrastrutturazione a livello di impiantistica per poter arrivare alla chiusura del ciclo dei rifiuti, altrimenti, gli Amministratori, hanno minacciato di non ‘girare’ a Bari i proventi dell’ecotassa.
“Tutta la Capitanata– ha spiegato l’assessore Pazienza- ha bisogno di piccoli impianti per il trasferimento dei rifiuti e per la gestione dell’umido -, altrimenti in assenza della valorizzazione dell’RSU ogni investimento, come accaduto sin ora, risulta vano, fine a sé stesso e causa di ulteriori aggravi per le casse pubbliche”.

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