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Fanfara di zampogne…..suoni e danze ciaramelle e zampogne

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Nonostante la crisi economica c’è già chi si sforza di provare a respirare un po’ di aria natalizia in giro per stemperare il grigiore della quotidianità. Si sa, Natale fa rima con atmosfera, famiglia, regali e soprattutto tradizioni. Tra quelle più autentiche e che contraddistinguono tutto il periodo natalizio, c’è sicuramente la musica locale. In particolar modo nell’immaginario collettivo urbano il suono della zampogna (la "cornamusa" dell’Italia centro-meridionale) evoca subito, di norma, la questua, la novena pre-natalizia, le "pastorali". In questo nuovo viaggio Mangano e la Bella Cumpagnie portano sulla scena anche la zampogna lucana, meno conosciuta di quella abruzzese e ciociara, ma che ha una storia che si intreccia con quella della Val D’Agri; in questa valle  e nel Pollino si costruiscono ancora le migliori zampogne e ciaramelle, e in particolare si suona  la “surdulina”, non solo a Natale ma in tante altre occasioni quali battesimi, fidanzamenti, serenate, ed è quindi un ottimo strumento per far ballare tarantelle e pastorali. Tra i vari strumenti ad ancia non è mancata la presenza della piva emiliana, a completamento del viaggio tra gli strumenti ad ancia d’Italia. Per Michele Mangano, responsabile dell’Ass. La Bella Cumpagnie, che dall’8 Dicembre  al 6 Gennaio sarà presente sul territorio pugliese e non, con i suoni della tradizione ed il progetto “Suoni e danze…zampogne e ciaramelle”, è questa un’occasione più che speciale per l’opportunità di incontrare  tanti maestri delle tradizioni culturali del Sud Italia, in modo particolare esperti di strumenti ad ancia. Suonatori e ballerini abbigliati con abiti legati alla tradizione pastorale fanno rivivere atmosfere lontane ma mai dimenticate. In particolare L’8 dicembre saranno a Roma in piazza Navona il 16 dicembre saranno ospiti in un concerto itinerante a Napoli, in via san Gregorio Armeno (la via dei presepi), mentre il 21 e 22 saranno in Spagna al " CELTICA MUSIC FESTIVAL a Coruna" È uno dei migliori festival in Spagna insieme al Womand, il  23 a Trieste ed il 24 e 25 saranno a Milano è in programma un concerto itinerante.Nell’ambito dell’Ass. La Bella Cumpagnie opera un gruppo di esperti di strumenti ad ancia  e al quale ogni anno aderiscono nuovi esperti, che si impegna attivamente nel portare avanti gli studi su questi strumenti rudimentali. Questo spettacolo natalizio ha lo scopo di far conoscere questi quadri che riguardano situazioni sociali recentemente trascorse o addirittura ancora vive, e nelle quali in molti potremmo scoprire persino legami familiari, far pensare che il senso della Storia risiede nel tenere conto del pensiero e delle evoluzioni che hanno caratterizzato la quotidianità dei singoli e della collettività che ci hanno preceduti, far   scoprire le ritualità che scandiscono le stagioni della vita e della natura, delle costumanze che conferiscono ancora oggi caratteri esclusivi alle popolazioni e ai territori. Tornando alla storia nei cinque decenni che sono trascorsi dalla prima tappa fondamentale della ricerca etno-musicologica in Italia, la campagna di raccolta condotta nel 1954-1955 da Diego Carpitella e Alan Lomax (registrazioni sul campo dall’Alto Adige sino alla punta meridionale della Sicilia), la diffusione dello strumento è stata in molte occasioni verificata anche fuori dell’ambito magico-religioso. Oggi ancora, il suo uso profano anima le occasioni festive, al suono trascinante della zampogna si ballano saltarelli e tarantelle, si accompagnano le serenate e i canti. Ma la zampogna non è più legata al lavoro: si suonava durante il lavoro nei campi, oppure, in occasione delle grandi transumanze, al seguito del gregge. Con l’emigrazione di massa nelle città, contadini e pastori hanno dovuto distaccarsi drammaticamente dalla loro cultura tradizionale per poter accedere ad uno status economico superiore; l’uscita inevitabile da un’economia contadina si è fatta senza la guida di una cultura. Oggi lo scopo dell’Ass. La Bella Cumpagnie è quello di guardare al mondo, senza però mai dimenticare le proprie radici, che rendono possibile il confronto con le molteplici culture che oggi fanno parte del nostro presente, e quindi invitare le istituzioni a collaborare attivamente con le associazioni che lavorano seriamente per la rivalutazione del territorio, cercando di non dimenticare mai di attingere dagli alfieri che ancora possono dare tanto al territorio.