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La Provincia «taglia» il riscaldamento a scuola

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Terminate le risorse per le bollette. Servizio garantito solo tre ore al giorno.

 

La Provincia dai bilanci virtuosi taglia il riscaldamento in tutte le scuole superiori perché non riesce a pagare le ultime bollette del gas di fine anno. In bilancio erano stati previsti per i consumi 3 milioni e 559mila euro, ma a quanto sembra le risorse non sono state sufficienti per coprire le commesse. Messi in funzione una ventina di giorni fa in tutti gli edifici scolastici della Capitanata, gli impianti di riscaldamento sono accesi solo tre ore la mattina. Non viene più coperto l’intero orario scolastico che va dalle quattro alle sei ore quotidiane a seconda degli istituti; senza contare che nelle scuole non ci sono solo studenti e docenti, ma anche il personale Ata e quello di segreteria che fa orario d’ufficio come in tutti gli uffici pubblici. Inoltre, per tutte le attività pomeridiane che sono la normalità nelle scuole e non più un’eccezione, l’amministrazione provinciale garantisce l’accensione delle caldaie solo per tre pomeriggi e limitatamente a due ore.
Mentre per queste attività i dirigenti scolastici stanno riorganizzando, dove è possibile, progetti e orari concentrandoli solo in quelle due ore e in quei giorni, per l’attività didattica mattutina il problema c’è e nonostante le temperature non siano ancora rigide, è avvertito. Il taglio del riscaldamento è stato lineare senza tener conto della differenza di temperatura che c’è tra un Comune con un clima più mite, come può esserlo Manfredonia, rispetto a Bovino, Vico del Gargano, o Monte Sant’Angelo. Considerando che molti edifici scolastici non sono in condizioni ottimali, a partire proprio dagli infissi, di fatto le scuole beneficiano poco o nulla di quelle tre ore di riscaldamento nelle aule. E l’inverno è ormai alle porte. «Non abbiamo i fondi per pagare le bollette dell’ultimo bimestre.
E quindi per tutti gli edifici che dipendono dall’amministrazione provinciale, scuole comprese, abbiamo previsto questa riduzione — spiega il dirigente dell’assessorato ai Lavori Pubblici, Emanuele Bux —. Seguiremo le previsioni meteo e vedremo eventualmente di aumentare il periodo di accensione se ce ne sarà bisogno». Non era possibile tagliare qualche altra spesa? Su questo è difficile avere una risposta. «Siamo un ente virtuoso che non sfora il patto di stabilità e facciamo in modo di avere qualcosa in cassa. Il gasolio ce lo abbiamo, ma non sappiamo cosa accadrà con il nuovo anno» sostiene l’assessore ai Lavori pubblici, Mimmo Farina. Il Comune di Foggia, i cui bilanci sono in grande difficoltà, non solo non ha tagliato di un euro questa spesa, ma garantisce nelle scuole il riscaldamento acceso dalle 7 fino al termine delle attività; e fino a nove ore nelle scuole con il tempo prolungato.

Antonella Caruso


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