The news is by your side.

Puglia avvia censimento del suolo già consumato

11

Barbanente: «Più spazio a rigenerazione». Sì dalla giunta in attesa delle linee guida del governo.

 

Stop al consumo di suolo. È una delle direttive più disattese tra quelle introdotte dal protocollo di Kyoto e confermate nella recente conferenza sul clima di Rio de Janeiro. Per rispondere alla pressante esigenza di salvaguardare il patrimonio di biodiversità, geologico e idrogeologico della Puglia, la giunta regionale ha varato uno strumento di regolamentazione grazie al quale si spera di poter: fare fronte all’esigenza di risparmiare risorse ed evitare fenomeni disastrosi come l’impermeabilizzazione e la desertificazione dei territori.  Lo strumento consiste nella misurazione (effettuata il supporto della società in house "Inno­vapuglia") del consumo di suolo regionale mediante opportuni indicatori basati sul Sistema in­formativo territoriale (Sit). «Un tasso di consumo del suolo pari a oltre 100 ettari al giorno – commenta l’assessore regionale all’Assetto del territorio, Angela Barbanente – ha prodotto, negli ultimi 40 anni, la cementificazio­ne di una superficie territoriale pari alla somma di quelle di Lom­bardia, Liguria ed Emilia Roma­gna. La Regione Puglia, che ha adottato in questi anni politiche di governo del territorio tutte orientate a contrastare il consumo del suolo non solo mediante il contenimento dell’espansione urbana, ma anche mediante l’incentivazione della rigenerazione dei quartieri degradati, si dota quindi di strumenti atti a rendere più robuste ed efficaci le sue politiche». La Puglia vuole farsi trovare pronta in vista dell’entrata in vigore del disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo del suolo recentemente approvato dal consiglio dei Ministri. «Il disegno di  – legge – spiega Barbanente – prevede che le Regioni svolgano importanti compiti. Fra questi, assume importanza rilevante la definizione della riduzione della quota di consumo di suolo nei singoli Comuni, da definirsi in relazione alla incentivazione di recupero e riuso di aree degradate, sottoutilizzate e/o dismesse con modalità tali da attrarre l’interesse degli imprenditori».


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright