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Foggia/ Illecita emissione di fidejussioni a favore di enti pubblici nove gli indagati

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Sotto accusa anche il capo dell’ufficio comunale Affatato. Sequestrati terreni per oltre duecento milioni di euro.

 

Avrebbero ottenuto, da una società inglese, false polizze fideiussorie grazie alle quali hanno ottenuto il permesso ad edificare a Foggia in regime di deroga al Piano regolatore generale. È quanto scoperto dalla Guardia di finanza e dalla procura che ha indagato nove persone con le accuse, a vario titolo, di esercizio abusivo dell’attività finanziaria, ricettazione, truffa ed edificazione abusiva. Nel registro degli indagati sono finiti il capo dell’ufficio tecnico comunale Francesco Paolo Affatato, gli imprenditori edili foggiani Massimo Zammarano, Giovanni Trisciuoglio, Michele Perrone, Pasquale Galano, Domenico De Luca, il responsabile della società inglese Vikay Financial service Ltd, Felice De Gennaro e i due broker Pierluigi Chieffi e Anna Maria Altamura. Nel corso delle indagini la Guardia di Finanza ha sequestrato polizze fideiussorie per un valore di oltre 73 milioni di euro, terreni edificabili per oltre 700mila metri quadrati per un valore stimato di circa 200 milioni di euro. Secondo quanto prevede la legge gli imprenditori possono realizzare immobili nell’ambito di alcuni progetti e convenzioni urbanistiche con l’amministrazione comunale in deroga al Piano regolatore dietro l’assicurazione che le società realizzeranno anche delle opere pubbliche utili per la collettività: dai giardini alle strade, dai parchi sportivi all’illuminazione. Le società presentano al Comune polizze fideiussorie che servono come garanzia per il Comune. L’attività dei finanzieri e della magistratura si è concentrata proprio su queste polizze fideiussorie stipulate con la società inglese a prezzi di molto inferiori a quelli mediamente praticati sul mercato. Così nel corso delle indagini è emerso che la società inglese non risulta avere alcuna sede in Italia; aveva un capitale sociale di moltissimo inferiore alle polizze stipulate e soprattutto non era autorizzata a lavorare in Italia. Un fatto questo che poteva essere facilmente verificabile attraverso il sito internet della Banca d’Italia dove vi è la lista delle società autorizzate. Eppure nonostante questo il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Foggia ha stipulato senza problemi quelle polizze che doveva essere una garanzia per l’amministrazione comunale.