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Primo meeting assessori regionali allo Sport

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Successo a  Bari dell’iniziativa dell’assessora Maria Campese. Il meeting diventerà itinerante, la Lombardia si prenota.

 

Il primo meeting degli assessori regionali allo Sport promosso dall’assessora della Regione Puglia, Maria Campese, ottiene un primo, immediato risultato. Il tavolo di lavoro politico-istituzionale non si chiude con l’esperienza di Bari ma diventerà un appuntamento fisso. La proposta della Campese è stata accolta e rilanciata dal collega della Regione Lombardia, Filippo Grassia, il quale ha dato la propria disponibilità a ospitare il meeting dopo la presentazione, prevista nel mese di dicembre, del documento di programmazione nazionale da parte del ministro allo sport, Piero Gnudi.
Il meeting diventa così il luogo istituzionale della elaborazione progettuale e del confronto sulle buone pratiche da adottare. Una necessità emersa forte oggi a Bari e condivisa da tutte le Regioni presenti al tavolo di lavoro: Trento, Piemonte, Lombardia, Umbria, Basilicata, Marche. In  rappresentanza del Ministero, Donatella Benetti, dell’ufficio dello sport della Presidenza dei ministri, mentre per Upi , Coni e Cip sono intervenuti i responsabili regionali, nell’ordine: Trifone Altieri, Elio Sannicandro e Giuseppe Pinto.
Diversi i temi al centro del confronto, in particolare il capitolo risorse. “Sono esigue, inadeguate”, ha detto l’assessora Campese evidenziando come “le Regioni del sud  sono il fanalino di coda”. Zero fondi comunitari, zero statali. “Negli ultimi due anni”, ha rimarcato Campese, “le voci del nostro bilancio regionale afferenti lo sport sono state ridotte drasticamente a causa del patto di stabilità”.
Dal raffronto sulle risorse destinate alle attività sportive, la Provincia autonoma di Trento figura al primo posto, con 3.626.000 euro; seguono Piemonte (3 milioni), Lombardia (2.456.374), Basilicata (1.650.000) e Marche (1.650.000), quindi la Puglia, con 848.416: il  costo pro-capite per abitante è di 0,2 euro, a fronte di 6,82 di Trento e 2,81 della Basilicata. Per l’impiantistica nel 2012 la Regione Puglia ha investito 1.304.000 a fronte dei 14 milioni del Piemonte e dei 15 e mezzo della Regione Lombardia. Gli ultimi dati riguardano la percentuale di persone sopra ai tre anni che svolgono attività sportiva. Secondo dati Istat il 52,5 per cento dei pugliesi non ha mai fatto sport, il 16 lo svolge in modo continuativo e il 7,8 saltuariamente.
A tal proposito, l’assessora Campese ha messo l’accento su SBAM!, il programma interassessorile integrato di educazione ai corretti stili di vita che si ripromette di correggere le abitudini sbagliate dei minori, in particolare dei bambini delle scuole primarie, annunciando che il progetto è stato inserito nella programmazione 2012-2013 del Ministero e ritenuto finanziabile per un importo pari a 500 mila euro. Che vanno ad aggiungersi ai fondi regionali già stanziati: complessivamente SBAM! coinvolge 571 classi per 13 mila bambini.
Ancora i giovani al centro del confronto, con i problemi legati agli impianti scolastici. Il loro utilizzo è assolutamente insufficiente, è stato rimarcato. La proposta condivisa: azione sinergica per realizzare progetti che ne consentano il pieno utilizzo anche fuori degli orari scolastici, così come sta progettando la Regione Lombardia. Altro punto caldo, recupero e gestione dell’impiantistica.
Tra le proposte lanciate dal tavolo degli assessori, quella di dare vita a un vero e proprio club delle Regioni, le quali potranno interagire tra loro attraverso il sito istituzionale www.pugliasportiva.it, che diventerà in questo modo la piazza virtuale per un confronto continuo e duraturo nel tempo.