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Vico/ Opposizione e Maggioranza

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Riceviamo e pubblichiamo

 

La parte raffinata del paese chiede a gran voce, anzi, pretende la netta distinzione dei ruoli fra maggioranza e opposizione. La scoperta dell’acqua calda trasferita in politica. La parte raffinata del paese è costituita da un variopinto medio ceto che, in buona parte, non ha mai mosso un dito per il paese, ha sempre schifato la politica come impegno civile, mai si sognerebbe  di sporcarsi le mani con le difficoltà del paese, salvo poi chiedere conto alla politica sul perché le cose vanno male. Questo strampalato e variopinto spicchio di società  vichese, oggi, pretende le regole. Quali regole?  Quelli che oggi pretendono le regole sono gli stessi che hanno, frettolosamente, dimenticato o archiviato i gloriosi anni 70/80 i quali, con estrema disinvoltura, miscelavano ardite formule per  far sopravvivere amministrazioni comunali di cui è meglio tacere.
Un mio vecchio e caro amico di partito, l’On. Prof. Giovanni Bruni, mazziniano di ferro, in quel di Bisceglie, mi raccontava spesso, nei suoi svolazzanti e affascinanti esercizi di letteratura: “ …è proprio vero, sulla faccia della terra vi sono uomini che parlano, uomini che fanno rumore con la bocca e uomini che fanno scorregge e pernacchie con la bocca”. Quelli che, con grida bravesche, come ho potuto ascoltare recentemente in una manifestazione pubblica, pretendono la “netta distinzione fra maggioranza e opposizione” appartengono a quest’ultima categoria di uomini.
Voi mi chiederete:” ma che c’entra tutto questo sproloquio con la regola?”
In un paese in coma terapeutico, dove non si assiste ad un normale dibattito, o confronto, politico serio dai tempi di Noè, dove i partiti “consolidati” sono come il sepolcro di Cristo risorto, vuoti, dove l’ultimo arrivato, in due giorni diventa il Dioscuri di tutte le sapienze e di tutte le situazioni. In un paese, dove la scelta degli amministratori e fatta solo (solo) con il pallottoliere: 10 famiglie un consigliere; 100 famiglie mezzo sindaco,ecc, ecc. Dove le potenzialità del territorio sono, solo, argomento  di ciarlatani, da 50 anni.
Dove, persino il “governo”nazionale, della sesta o settima potenza industriale del mondo, è un governo “tecnico” che ha dovuto accantonare tutte le regole di maggioranza e opposizione.  Con tutto questo, si  pretende la “netta distinzione fra maggioranza e opposizione”.
Dico, alla parte raffinata del paese:” Intanto ci vorrebbe una maggioranza e una opposizione; ci vorrebbe una  guida politica responsabile che sappia leggere i segnali del paese per la maggioranza e per l’opposizione; ci vorrebbe un percorso responsabile per portare il paese fuori dalle sabbie mobili; ci vorrebbe una azione pragmatica per non perdere quel poco che già abbiamo.
Dopo, e solo dopo, continueremo a cianciare di maggioranza e opposizione, passeggiando placidamente e senza mai muovere un dito per il paese.

Cordialmente, Michele Angelicchio.   


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