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A Vieste festeggiati i 100 d’Indipendenza della Repubblica d’Albania

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IL 28 Novembre presso la sala San Giovanni a Vieste, la comunità albanese di Vieste ha festeggiato i 100 anni d’indipendenza della Repubblica d’Albania. Caloku Edmond, come loro rappresentante, ha illustrato i 2000 anni di Storia del popolo albanese e i 100 anni di indipendenza della Repubblica d’Albania :

 

L’indipendenza dell’Albania – 28 Novembre 1912

Radunarsi qui oggi, in questa data memorabile,  quella dei cento anni di indipendenza dell’Albania, è solo un piccolo e modesto contributo che la comunità albanese di Vieste vuole fare in onore di questo grande avvenimento storico, una delle pagine più importanti dell’esistenza e della storia del nostro popolo. I 100 anni di indipendenza non possono essere raccontati con queste due righe che io ho scritto o con le poche parole che potranno essere dette questa sera, perchè 100 anni di indipendenza sono 100 anni di storie, di battaglie, di sangue versato a fiumi, màrtiri e martìri di un popolo in difesa della sua libertà e della terra lasciataci dai loro padri. E’ doveroso che ognuno di noi albanesi onori e si inchini con il massimo rispetto davanti all’immenso sforzo titanico dei padri e dei valorosi uomini della nazione che con i loro ideali, le loro visioni, il loro sangue e la loro vita hanno liberato la nostra amata terra procurandoci un immensa gioia e facendoci sentire orgogliosi, ed è nostro compito anche essere degni figli di questi uomini.
Perchè è particolare l’indipendenza dell’Albania ?
E’ particolare perchè  all’inizio del 20esimo secolo uno dei popoli più antichi dei Balcani rischiava seriamente di non esistere, di perdere la sua identità e la sua patria, preda delle ambizioni territoriali dei paesi vicini, e di potenze quali erano l’ Impero Austro-Ungherese,la  Francia, l’Italia e la  Russia. Un popolo con radici anctichissime, risalente all’età del bronzo, discendente dalle tribù ilire, che regnarono su di un vasto territorio che va dall’Adriatico al Danubio, dai cui nacquero imperatori come Diocleziano, Giustiniano e Pirro re dell’Epiro,  che per 25 anni fermò l’avanzata turca salvando l’Europa e il cristianesimo sotto la guida dell’eroe nazionale George Castriota, rischia di non esistere più a causa della volontà delle potenze europee. Fu questa ingiustizia storia che fece si che la nostra terra venisse vista come merce di scambio,  giocando così con il destino e con la vita del nostro popolo. Ciò fece si che ogni uomo prendesse in mano un arma per difendere quella che era la cosa più preziosa: la libertà. Non era uno solo il nemico da sconfiggere, ma tanti, troppi: l’Impero Ottomanno, la Grecia, la Serbia, il Montenegro, la Bulgaria e le superpotenze europee. 500 anni sotto il dominio turco non erano riusciti a nascondere la gloriosa storia e la figura legendaria del Scanderbeg, e quella bandiera,  la bandiera rossa con l’aquila a due teste che sventolava su di ogni castello, e in nome della quale ogni albanese, per 25 anni, combattè per la propria patria. Nella memoria del nostro popolo il discorso di Scanderbeg fatto appena uscito dalla cattedrale di Kruja, nella quale ricevette la corona del suo principato, era vivo anche dopo 500 anni, perchè fu quel discorso che radicò la consapevolezza della forza degli albanesi nelle battaglie, e che radicò la libertà nei loro cuori. Era il 28 novembre 1443;il nostro eroe nazionale disse:-“Capitani e valorosi soldati:non è né nuova ,né in attesa la vista che mi presenta innanzi. Come riportavo in mente,così vi trovo oggi,semplici discendenti di una razza antica e generosa,intrepidi e pieni di una fede inamovibile nella vostra patria. Sono felice ora che posso aprire il mio cuore. Vi dico senza vanto che per quanto ho vissuto ho portato in peto il vostro ricordo misto al grande amore per la libertà.Quando mi chiamaste per  quest’opera dal servizio del sultano, portavo nel cuore il vostro stesso desiderio. Avrete forse pensato che avessi dimenticato voi nella mia patria, l’onore, la libertà quando vi mandavo via tristi e delusi, senza alcuna speranza e senza mostrare un briciolo di sentimenti nobili e generosi. Ero tale perché la richiedeva la vostra salvezza e la mia,perché le cose erano tali che bisognava e non dire, poiché vedevo che avevate più bisogno di freno che di speroni. La libertà la potevate conquistare col vostro valore e con un altro liberatore,che all’Albania non mancano gli uomini,ma vi piacque attendere dalle mie mani,forse tardi,ma è chiaro che così volle il Signore. Eppure sono stupite a vedere che uomini sifatti,superbi come voi siete,cresciuti liberi,e che avete sopportato tanto allungo il gioco dei barbari,solo per attendere me giungere un giorno a guidarvi.Ma merito forse io questo bel titolo di liberatore che mi avete graziosamente donato?Non fui io a portarvi la libertà,ma la trovai qui,in mezzo a voi. Non appena misi piede qui,non appena avete udito il mio nome siete tutti accorsi,di fronte a me,come se aveste fatto resuscitare i fratelli e i vostri padri,come se fosse sceso dal cielo Dio in persona. Mi avete accolto con tale affetto e gioia,mi avete reso servizi tanto validi e numerosi,che ora sono io più servo vostro che voi i miei. Questa fortezza e questa città non ve l’ho data io, ma l’avete donata voi a me;le armi non ve le cinsi io,vi trovai già armati;la libertà l’avevate ovunque,nel petto,sulla fronte,nella spada e sugli scudi:come fedeli guardiani, nominati da mio padre,voi avete posto sul mio capo questa corona,mi avete dato questa spada,mi avete creato signore di questo principato,che avete custodito con tanto fede,cura e fatiche. Portatemi ora, con l’aiuto di Dio,a liberare tutta l’Albania.Alzate dunque il vessillo in testa e mostratevi uomini come sempre.    Dio,come  finora così nel futuro verrà in nostro soccorso e ci darà il modo di farci onore”-.Dopo 500, il 28 novembre 1912 la bandiera rossa con l’aquila a due teste torna a sventolare, reclamando la proprio indipendenza .  Tra la fine del 18esimo e 19esimo secolo l’Europa subì  grandi cambiamenti geopolitici : le ambizioni degli stati creati dopo il crollo dell’Impero Ottomanno e la perdita della forza e dell’influenza dell’impero Austro-Ungherese, fece si che l’Albania venisse presa di mira per essere smembrata. Le decisioni prese durante il Congresso di Berlino del 1878 sanciscono la spartizione. I patriotti albanesi si mobilitano e creano in Istambul un comitato per la difesa della nazione. Di questo comitato facevano parte anche i fratelli Abdul e Samifrasheri. Il comitato convocò a Prisren il 10 giugno 1878 i rappresentanti da tutta l’Albania, creando la lega di Prizren,(Lidhja Prizrenit) con l’unico scopo di ottenere la riconoscenza della nazione albanese. Fu questa lega a dare inizio alla lotta armata per la liberazione e la creazione dello stato albanese. Nel gennaio del 1881 si formò un governo provvisorio:  figure come: Isa Boletini , Bajram Curi, Idris Seferi,Ded Gjon Luli,Ali Pashe Gucia,Azem Galica sono vivi ancora nella nostra memoria della nazione ….
Furono loro che accesero le battaglie contro turchi, e la fiamma della rivolta coprì tutta la nazione. Il grido che si diffuse in tutta l’Albania fu: "nè greci, nè slavi, nè turchi, noi siamo albanesi. o libertà o morte ! " la rivolta contro la Turchia entra in un nuova fase: quell’insurrezione generale armata, diretta da un comitato generale che ebbe sede in Kosovo, ed è proprio da qui che parte la rivolta che si estenderà in tutta l’Albania. Un’ altro avvenimento importante fu anche il congresso di Manastir, nel quale si decise l’alfabeto albanese. Un’ alfabeto comune sarebbe stato l’inizio per scrivere la lingua : gli ortodossi volevano i caratteri Greci, i filoturchi i caretteri arabi, i cattolici i caratteri latini. Per queste ragioni, dal 14 al 22 novembre 1908, a Manastir si riunisce il congresso per l’alfabeto. Per dare un giusta prospettiva al paese i 150 delegati decisero che la lingua albanese sarebbe stata scritta con i caratteri latini, decidendo così di guardare verso l’Europa , della quale faceva parte anche l’Albania. Con l’inizio della prima guerra balcanica, che vide la prevalenza degli europei sui turchi, la sconfitta di Istambul avrebbe avuto conseguenze pesanti. Fu questo scenario che spinse i patriotti albanesi ad agire in fretta: l’indipendenza e la creazione di uno stato erano le uniche soluzioni per incoronare gli sforzi fatti. Così il 28 novembre 1912 nella cittò di Valona, il vecchio di Valona, dichiarò l’Albania indipendente alzando la bandiera. Avvenne lo stesso giorno in cui Scanderbè lo stesso a Cruia cinque secoli prima . Si creò il primo governo provvisorio guidato da I.Q. L’Albania indipendente venne subito riconosciuta dalle grandi potenze che si riunirono a Londra nel mese di dicembre del 1912 nella conferenza degli ambasciatori,ma contemporaneamente decidono di mettere l’Albania sotto il loro protettorato. Questa conferenza traccia i confini dell’Albania, che coincidono con quelli dei giorni d’oggi, lasciando fuori dai confini 500mila albanesi vittime di una vergogna storica. Il Kosovo, che aveva dato tanto sangue e sacrifici per la liberazione e la creazione dello stato albanese fu annessa alla Serbia; ampie zone vengono incorporate nella Macedonia; Janina e C. vengono regalate alla Grecia. In questi magnifici e terribili momenti l’opera dei patriotti trovava la linfa vitale per la costruzione dell’Albania a partire delle sue radici storiche e culturali salvando un volta per tutte uno dei popoli di un’antica esistenza storica.

CALOKU EDMOND