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Regione/ Tasse, tagli per tutti ma di 4 euro al mese

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È il risparmio massimo e solo dal 2014. L’opposizione:«enfasi immotivata».

 

Lo sconto fiscale c’è e alla Regione costa (prevedibilmente) una cinquantina di milioni di mancato gettito. Tuttavia, consiste in pochi euro mensili per ciascun contribuente. Nel migliore dei casi, l’abbattimento dell’addizionale Irpef deciso dalla giunta regionale con la Finanziaria 2013 vale 43 euro all’anno. Per i lavoratori dipendenti sono 4 euro su ognuna delle 11 mensilità con cui si procede al prelievo dell’addizionale regionale Irpef (l’effetto si noterà nelle buste paga del 2014 perché l’imposta si paga con la sfasatura di un anno). Si sviluppano i primi calcoli sulla manovra licenziata dalla giunta di Nichi Vendola. L’abbattimento Irpef consiste nella riduzione dello 0,20% sul primo scaglione di reddito (0-15mila euro di imponibile) e dello 0,10% sul secondo (15-28mila euro). Nessuna variazione (dunque rimane lo 0,50%) per gli altri tre scaglioni (28-55mila, 55-75mila, 75mila in su). Poniamo il caso di un lavoratore con un imponibile di 15mila euro annui (il massimo del primo scaglione). Lo sconto consiste in 30 euro. Poniamo ora il caso di un lavoratore con 28mila euro annui (massimo del secondo scaglione). Costui, come detto, godrà di uno sconto sul primo scaglione pari a 30 euro. Sulla parte eccedente, cioè 13mila euro, lo sconto sarà pari allo 0,10%: dunque 13 euro. Sommando i due elementi, si arriva a 43 euro. È il massimo possibile. Tale favorevole condizione, è ovvio, potrà essere goduta da tutti gli altri lavoratori con redditi più alti, per l’effetto del meccanismo a scaglioni. In Puglia, nel primo scaglione si concentrano 696.993 contribuenti; nel secondo 680.379; nel terzo 265.298; nel quarto 26.922; nel quinto 28.632. Il capogruppo pdl Rocco Palese, a proposito dei provvedimenti della giunta, parla di «enfasi immotivata». «I pugliesi — dice — continueranno a essere tartassati dalle tasse e costretti a sacrifici. Mentre appare assolutamente incerta l’ennesima promessa scritta sull’acqua dell’ipotetica abolizione del ticket a metà 2013. Inoltre, non si comprende perché non sia stata eliminata l’accisa regionale sulla benzina (fa entrare appena 14 milioni di euro l’anno ma sui cittadini pugliesi pesa per 2,5 centesimi al litro). Né si comprende chi potrà accorgersi dei ritocchi minimi sull’Irpef o dell’esenzione del bollo auto per i veicoli gpl o metano immatricolati nel 2013». Di parere opposto la maggioranza. «La Puglia – dicono Angelo Disabato e Michele Losappio – è una Regione con i conti in ordine, che abbassa le tasse e promuove politiche di welfare per i più deboli. Premia lo sviluppo, allenta la leva fiscale e pone le basi per l’eliminazione del tiket sanitario». Intanto, dal disegno di legge spunta l’ennesimo contributo a favore dei consorzi di bonifica: 20 milioni per il 2013. Come un’idrovora impazzita, i consorzi finora sono costati ai pugliesi 260 milioni di euro.