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Rodi/ Pinto: «Stiamo pagando i debiti dell’allegra gestione dei vecchi amministratori»

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«Ancora una volta a Rodi Garganico l’opposizione strumenta­lizza le decisioni dell’attuale maggioranza, dimenticando di aver gover­nato il paese per dieci lunghi anni e di non aver affrontato la situazione ra­dicalmente.  ‘Per questo ora sentendosi politicamente inadeguata, continua a farneticare su una delibera: quella relativa al Pirt, che è stata solo un atto di indirizzo senza alcun effetto so­stanziale», Così il sindaco Nicola Pin­to in risposta alle accuse delle mi­noranze. «In buona sostanza gli abusi edilizi che ora vengono contestati, so­no il frutto della loro incapacità amministrativa e a cui l’attuale Ammi­nistrazione vorrebbe porre rimedio, dove consentito dalla legge, con il consenso di tutti gli Enti preposti. Invece di agire con false illazioni, riferendosi a persone che nulla hanno a che fare con gli atti, procedimenti o incarichi legali che vengono citati, dovrebbero ricordare le proprie si­tuazioni relative a parenti che hanno gestito, per tanti anni, servizi attra­verso una cooperativa il cui vice pre­sidente è una nipote dell’ ex sindaco. I consiglieri di minoranza vorrebbero passare per amministratori virtuosi, nonostante l’incapacità provata con documenti, a riscuotere residui attivi che dal 2001 al 2006 ammontano a oltre un milione di euro che non potranno essere riscossi perché andati in pre­scrizione, a cui vanno aggiunti circa un milione e mezzo di euro relative alla questione Gema, sicuramente non riscuotibili anche se abbiamo da­to incarico ad un legale per tutelare gli interesse dell’ amministrazione. Per quel che riguarda il contenzioso è il caso di sottolineare che il d’Anelli e la sua "virtuosa Amministrazione" han­no conferito a un legale di Bari di loro massima fiducia incarichi per 334.000 euro, inoltre risultano parcelle ad un legale di Lucera per circa 363.000 euro (parcelle definitive) Altri contenziosi ancora pendenti ammontano a 1.800.000 euro per il Parco giochi, 360.000 euro con l’Acquedotto Puglie­se, 43.000 euro per altri contenziosi, infine c’è un giudizio per il depuratore che certamente ci vedrà soccombenti, in quanto l’ Amministrazione d’Anelli non ha portato a termine la procedura di espropriazione del terreno su cui insiste il depuratore e l’importo si­curamente non si discosterà da circa 1.500.000 di euro. ‘La somma complessiva dei debiti relativi al contenzioso è di circa 4.400.000 "euro. A questi debiti vanno aggiunti i mutui contratti con la Cas­sa Depositi e Prestiti dal 2002 al 2012 che ammontano a 8.574.715 euro. Non è possibile ancora quantificare la rinegoziazione da loro effettuata, re­lativa ai mutui accesi prima del 2002. Da tali movimenti risultano ad oggi, interessi passivi annuali, per circa 600.000 euro. A titolo di cronaca ri­leviamo che quando ci siamo inse­diati, la Ditta Ai meri, che gestisce il servizio di igiene urbana, vantava dal Comune di Rodi Garganico un credito di l.800.000 euro. A causa di questi debiti siamo stati costretti ad appli­care delle aliquote elevate dell’IMU per la prima e la seconda casa. Altri Amministratori alla luce dei danni economici provocati ai cittadini sicuramente avrebbero il buon senso di tacere e di non provocare l’indigna­zione».


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