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Rodi/ Operatori garganici senza un aeroporto un sogno il turismo

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Franco Mele dice la sua sulla mancanza di uno scalo funzionale.

 

"Senza un aero­porto funzionale non si può fare turismo. Noi imprenditori del Gargano soffriamo tremendamente la lontananza di uno scalo aeroportuale". Lancia un vero e proprio al­larme sul futuro turistico del Gargano, l’ex parlamentare, Franco Mele, apprezzato ope­ratore turistico di Rodi Garganico. Indice puntato contro la classe politica foggiana, responsabile del mancato decollo del Gino Lisa, e presenta una nuova proposta. "Far diventare Pescara, l’aeroporto del Garga­no". Solo una provocazione? Tutt’altro, as­sicura Mele, tant’è che si stanno raccoglien­do le adesioni e che, a breve presenteremo istanza al presidente della Regione Abruz­zo Gianni Chiodi. In fondo – aggiunge – Pescara è ben collegata con il Gargano e dista appena novanta minuti di auto, e annovera anche degli interlocutori politici più attenti e sensibili. Sicuramente più di quelli foggiani che sono la vera rovina dell’ ae­roporto Gino Lisa. Quindi – conclude – con Foggia, ormai fuori causa, Bari troppo lon­tana, resta Pescara che è anche ben col­legata con i maggiori scali d’Europa". In cima ai pensieri di amministratori e ope­ratori turistici garganici rimane sempre lo scalo aeroportuale, anche se nessuno na­sconde la distanza che ancora resta da co­prire prima di vedere realizzato quello che . si ritiène possa essere la chiave di volta per avere flussi turistici sempre più consistenti, ma anche per favorire la tanto agognata destagionalizzazione. A supporto delle ar­gomentazioni di Franco Mele, la querelle sul Gino Lisa per certi versi è ritenuta stuc­chevole, non trovando una soluzione che possa porre fine all’alternarsi di momenti d’ottimismo ad altri di forte scoramento. Non è mancata, in passato, una riflessione su "Amendola" anche se la proposta non ha trovato molte convergenze, perchè, ogget­tivamente, non sono pochi gli ostacoli che si frappongono ad una possibile soluzione, trattandosi di uno scalo militare ritenuto di grande valenza strategica. Altra proposta quella che parte da Vieste; amministratori comunali e imprenditori turistici più volte hanno proposto la soluzione dello scalo ae­roportuale a Piano Grande, le cui fasi progettuali -spiegavano- sono a buon punto e lo studio di fattibilità non conosce soste; per sgombrare il campo da qualsiasi campa­nilismo, garantivano che non deve parlare di "Aeroporto di Vieste" ma del Gargano. Le differenziazioni sono, indiscutibil­mente, evidenti ma questo non deve essere motivo per non far convergere gli sforzi su quello che potrebbe essere il percorso meno complesso e, quindi, più raggiungibile. A questo punto la proposta dell’ex parlamentare potrebbe essere la via migliore per la realizzazione dello scalo aeroportuale.

Francesco Mastropaolo