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I dubbi degli operatori sul nuovo porto di Manfredonia

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Riuscirà Marina del Gargano, il nascente porto tu­ristico di Manfredonia, ad avere successo nonostante la crisi gravissima che attanaglia la nautica? Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, l’associazione italiana dei porti turistici, lo ha det­to chiaramente nel corso dell’assemblea annuale dello scorso settembre: "Purtroppo il 2012 non è stato un buon anno per la nautica e dalle notizie che ci giungono dai nostri associati (Assomarinas rag­gruppa 88 marine distribuite lungo le coste nazio­nali, ndr) per il prossimo anno le previsioni sono pessimistiche, non c’è da stare allegri.

 La caduta è verticale:la richiesta di ormeggi è stata inferiore del 15-25% in alcuni casi si è raggiunto il 50%. I rimes­saggi sono calati del 30%". Negli stessi giorni il pre­sidente di Ucina (Unione Nazionale dei Cantieri e delle Industrie Nautiche e Affini) ha affermato che "dal2008 a12012 il settore nautico ha perso in valo­re oltre l’80%". Stessi concetti ribaditi da Perocchio che, però, annunciava come nel piano sviluppo di porti turistici ai 14mila posti barca esistenti e dai 21mila da costruire se ne aggiungeranno ben 42mila in discussione. In totale circa 80mi­la posti barca tra disponibili, in arrivo e in progetto. Non saranno troppi in considerazione di una crisi che non vedevia d’ uscita nel breve periodo? Interrogativi che assumono un rilievo particolare nel Golfo, dove è previsto per marzo-aprile 2013 il completamento dei lavori di Mari­na del Gargano. Una volta ultimata, la struttura sarà in grado di ospitare 747 posti barca da 8 metri fino ai super yachts di 60 metri, grazie ai fondali che vanno da un minimo di 2,50 metri a 5,70 metri. Marina del Gargano, che sarà fruibile in tutte le stagioni dell’ anno, verrà gestito fino al 2056 (data di scadenza della concessione demaniale) dalla società Gespo srl, costituita nel 1990 dai big dell’imprenditoria sipontina, concessionaria per la realizzazione. Sono 60 i milio­ni investiti dal pool di imprese di Gespo, di cui un terzo coperto dai contributi pubblici del 30 protocollo del Contratto d’area di Manfredonia – Mattinata – Monte Sant’Angelo. Ebbene, nel fronte degli operatori del settore marittimo sipontino non mancano i dubbi e le perplessità per la maniera in cui l’operazione è stata condotta. Troppa attenzione, secondo alcuni addetti ai lavori, sarebbe stata data all’aspetto immobiliare della vicenda, ovvero quello della specula­zione edilizia. Come dire che la logica seguita sarebbe stata volta alla sola costruzione del por­to, ponendo in secondo piano fattori fondamentali come l’indotto e la necessità di mettere in moto l’intera filiera della nautica. Promossa in pieno dagli operatori è, invece, la scelta di Ge­spo di attribuire la gestione del porto turistico a superesperti come i giganti inglesi della nauti­ca di MDL Marinas, capaci di far entrare Marina del Gargano in una rete di porti internaziona­li. Forse l’unica carta vincente per contrastare e annullare il momento critico della nautica da diporto e dei Marina italiani, in sofferenza sia per la congiuntura economica che per la feroce concorrenza dei porti turistici di Croazia, Grecia, Corsica e Francia.

 

 

 

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“L’uomo abile lo riconosci dal raccolto
Ma più forte dell’uomo abile è l’uomo di fede.
L’uomo di fede lo riconosci dalla buona semina.”

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