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Sanità in Puglia/ Commissione caos slitta il riordino

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Un pastrocchio, un errore procedurale. Per l’opposizione, uno scivolone che la dice lunga sullo sfilacciamento della macchina-Regione, tra consiglieri di maggioranza in fuga e uffici in tilt, stretti tra la corsa elettorale alle Politiche di mezzo governo Vendola e l’attesa di un avvicendamento ai vertici, con l’anticipo delle Regionali. Ieri in commissione Sanità sono approdate le modifiche al piano di riordino già approvate prima dell’estate e per le quali il governo regionale ha ottenuto un via libera di massima da Roma. Com’è noto, vengono riattivati alcuni reparti a Monopoli e attuate le riconversioni a Conversano e Triggiano, si ripristinano posti letto e unità operative a Lucera e Manfredonia ma, soprattutto, vengono «graziati» gran parte dei tagli nel Brindisino, nei plessi di Ceglie, Ostuni e S. Pietro Vernotico. Una decisione, quest’ultima, per andare incontro al forte pressing esercitato dai consiglieri brindisini del Pd, Romano e Epifani.

Ebbene, nonostante fosse tutto già vidimato dall’ok della commissione, cui l’integrazione al piano doveva tornare per il via libera definitivo, dall’assessorato alla Sanità – ottenuto l’ok della giunta il 27 dicembre scorso – la delibera è stata inviata con una procedura che la sottoponeva ad una nuova discussione. Il che ha prestato il fianco a nuove fibrillazioni: i consiglieri di maggioranza Laddomada (Puglia per Vendola) e Mazza (Democratici autonomi) si sono dichiarati contrari alle modifiche e, dall’opposizione, hanno sollecitato una riapertura del confronto. È toccato, così, al presidente della commissione Dino Marino (Pd) – d’intesa con l’assessore Ettore Attolini – programmare nuove audizioni per rinviare la discussione al 25 ed evitare che un provvedimento già approvato venisse affossato. Sarà, però, ulteriormente emendabile entro il 24 gennaio.