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Petrolio in mare, preoccupazione del comitato No Triv

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‘Ora tutti a fare dichiarazioni sulla salvaguardia del mare e dell´ecosistema marino, e soprattutto tutti si definiscono i difensori del´ambiente.  Quando abbiamo lanciato l´sos in tempi poco sospetti sui problemi che il petrolio poteva causare, nessuno ci dava credito’. Sono le parole di Raffaele Vigilante, coordinatore del comitato No Triv Adriatico e Ionio, subito dopo aver appreso da un quotidiano abruzzese, dellla presenza di una chiazza di petrolio di fronte alla costa teatina, in corrispondenza del porto di Vasto (Ch). L´origine della chiazza sarebbe il Campo petrolifero Rospo Mare che si trova nell´offshore Adriatico, a circa 20 km a est della città di Vasto. La piattaforma è gestita da Edison in joint venture con Eni. Vigilante va giù duro, e chiede ad amministratori e politici di intervenire con i fatti e non con i comunicati stampa. ‘Forse non ci rendiamo ancora conto della pericolosità del fatto. L´incidente – afferma Vigilante – si è verificato a sole 38 miglia dalle Isole Tremiti (Fg), dalla Riserva Marina del parco Nazionale del Gargano. Si rischia seriamente di compromettere la prossima stagione turistica. I politici della nostra regione, della nostra provincia, degli enti che gestiscono il territorio, devono intervenire con atti concreti, affinchè si metta fine a questi scempi ambientali. Finiamola di fare solo dichiarazioni alla stampa. Noi del comitato No Triv, siamo pronti a continuare la battaglia. Ci stiamo organizzando per recarci a Roma presso il Ministero dell´Ambiente, visto che nessuno dei nostri rappresentanti politici ha il coraggio di farlo . Come è possibile – conclude Raffaele Vigilante – che la chiazza di petrolio in mezza giornata è svanita nel nulla?’

Saverio Serlenga


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