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Cosa sta succedendo a Carpino?

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Furti d’auto e rapine in casa. Malviventi che agirebbero anche in altri comuni confinanti. La preoccupazione di Rocco Ruo.

 

Furti d’auto, rapine in casa e automezzi bruciati. È quanto sta avvenendo a Carpino da qualche settimana, Stessi atti criminosi sarebbero stati compiuti anche nei centri li­mitrofi: Cagnano Varano e Vi­co del Gargano. Stando ad al­cune indiscrezioni, ad agire, in riferimento ai furti d’auto, ci sarebbero dei soggetti pro­venienti dall’Alto Tavoliere. Mentre, per quanto riguarda gli incendi delle automobili le gesta porterebbero alla cri­minalità comune. Come con­ferma Rocco Ruo, assessore comunale e provinciale: "co­me accade in altri comuni del Gargano, negli ultimi tempi, o meglio anni, di tanto in tan­to, si verificano episodi tipo quelli verificatisi nelle ultime settimane. Mi sento di poter affermare -dichiara Ruo – che gli stessi atti possono essere ricondotti non alla crimina­lità organizzata bensì alla de­linquenza comune. Azioni di basso cablaggio criminale". Affermazioni che hanno l’o­biettivo di rasserenare gli ani­mi e di scacciare eventuali. paure: "Carpino -continua l’assessore – è fondamental­mente un paese tranquillo. Ed è proprio quando questa sua tranquillità viene minata si crea scalpore, come quan­do si verificano avvenimenti quali l’incendio di un’auto. In altre realtà dove gli atti crimi­nali sono di maggiore gravità e arrivano con quotidianità l’incendio di un’automobile passa quasi inosservato". Lo stesso Rocco Ruo, mesi fa, ha subito l’incendio della propria auto: "non una bensì due automobili date alle fiamme – rivela l’esponente della Pu­glia Prima di Tutto -. Ma non per questo c’è stato qualcosa che possa ricondurre ad una attività criminale organizza­ta. Più che altro parlerei di at­ti vandalici". Per quanto rife­rito da fon­ti attendibili sarebbero in ascesa anche i furti all’inter­no delle abitazioni e, a quanto pare, neanche la presenza di gente in casa ferma i malvi­venti: "di furti negli apparta­menti non ne ho sentito parlare. Nella campagne si. Alcune masserie sono state ogget­to di attenzioni in tal senso ma di furti nelle abitazioni non ho contezza". L’assesso­re provinciale con delega allo Sport evidenzia Come "le stesse forze dell’ordine hanno indirizzato le proprie indagini sulla strada della criminalità Comune" e aggiunge "il lavoro che stanno svolgendo, considerata la carenza di organico alla quale devono far fronte quotidianamente, e encomiabile. Il rapporto tra noi, amministratori della cosa pubblica e forze dell’ ordine è stretto e collabora­tivo. Loro stessi ci hanno riferito che si tratta di azioni che vanno inquadrate nella sfera della de­linquenza comune". Malviventi che, per quanto è dato sapere, agirebbero anche in altri comu­ni confinanti con quello di Car­pino: in maniera quasi ciclica – spiega e conclude Ruo – simili balordi squilibrati agiscono an­che in altri comuni del circon­dario quali Cagnano Varano Vico del Gargano e Ischitella". I carpinesi, a quanto pare, non si sono accorti di nulla. "Il nostro è un paesello tranquillo, non abbiamo alcuna notizia in merito a furti e azioni simili", dice un commerciante. La stessa perso­na che chiede espressamente di non menzionare né il proprio nome né quello dell’ attività commerciale fa sorgere qual­che dubbio. Sembra quasi che le nostre domande re­chino fastidio. Per il momento la situazione nel cuore Gar­gano Nord sembra sotto­controllo. Gli episodi regi­strati nella città di Carpino, stando alle di­chiarazioni dell’ assessore Ruo, sarebbero lontani da pia­ni di occupa­zione del terri­torio da parte della crimina­lità organizza­ta. E i protago­nisti delle azio­ni criminali non avrebbero nulla a che fare con gli altri av­venimenti di cronaca che hanno scosso il Gargano Nord qualche mese fa, come quello dell’omicidio avvenuto a Baia di Manac­cora, a Peschi­ci, l’11 novem­bre, che ha vi­sto vittima Rocco Tavaglione. Desta preoccupazione il fenomeno delle estorsioni. Non dà ultimo quello conosciuto" sotto il nome di "cavallo di ritorno". Prima il furto dell’auto o degli automez­zi utilizzati per svolgere la pro­pria attività poi, dopo la classica telefonata, la richiesta di denaro per la restituzione della merce illegalmente sottratta ai legitti­mi proprietari. Secondo indi­screzioni potrebbe essere pro­prio questo il business messo in piedi da una banda proveniente dall’Alto Tavoliere ma che agi­rebbe nel silenzio del Promon­torio e che avrebbe come mete preferite paesi come Cagnano e Vico del Gargano. Facilmente raggiungibili grazie alla" "strada a scorrimento veloce" che colle­ga l’entroterra garganico con l’entroterra foggiano e sanseve­rese.

Michele Gemma
L’Attacco 


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