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Vieste/ Il destino di 4 cani randagi “colpevoli” di essere stati adottati

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Un destino raccapricciante quanto assurdo per quattro cani randagi adulti e due cuccioli non ancora identificati, “colpevoli” solamente di essere stati adottati. L’atrocità con la quale anonimi delinquenti si sono scagliati verso Tura, Sempronia, Lele e Nerina – questi i nomi che gli animalisti avevano dato ai randagi – probabilmente non ha eguali e merita più approfondite indagini da parte dei Carabinieri, che sono stati informati di quanto accaduto.

Ma veniamo ai fatti. I quattro randagi, raccolti e sottratti dalla strada con amorevole cura da parte degli animalisti di Vieste, dopo essere stati sottoposti  a tutte le profilassi, sterilizzazioni e microchippature di competenza del  servizio veterinario della ASL, solo pochi giorni fa erano stati adottati da una persona residente a Vieste (che ha voluto mantenere l’anonimato) e che aveva deciso di portarli in un terreno di sua proprietà posto nell’immediato confine  con il territorio di Peschici.  I cani, fino a ieri sera erano felici per la loro “nuova” casa, lontani dalla strada e dai pericoli e a contatto diretto con la natura. Questa mattina l’amara sorpresa che è sembrata essere più una esecuzione quanto un semplice dispetto. Dopo aver tranciato la recinzione, ignoti si sono introdotti all’interno del podere, sottraendo due cuccioli  di pochi mesi di vita e buttandoli  in un pozzo per la raccolta di acqua piovana, alto circa quattro metri,  dove sono annegati. Il pozzo era regolarmente chiuso.  Due cani adulti, Tura e Lele, erano invece a poca distanza dal pozzo, in una cascina parzialmente diroccata e, mentre Lele aveva la mandibola leggermente fracassata e con il muso incuneato in una buca, forse per tentare di sfuggire ai suoi “carnefici, Tura  – che all’esame visivo non presentava nulla – potrebbe essere deceduta di paura alla visione del massacro del  suo compagno. La  scena più atroce appariva in un altro locale della vecchia masseria – la cui porta era stata scassinata – dove una cagna era riversa a terra con la faccia  probabilmente fracassata da qualche bastone e l’altra, stesa su un vecchio materasso,  con identiche lesioni. I due cani erano in un lago di sangue.
“ Non mi era mai capitato di vedere atti delinquenziali e cattiveria di questa portata e non riesco neanche a spiegarmi il perché ” ha commentato il Dr Baldi Veterinario della ASL e responsabile per il randagismo a Vieste e Peschici – intervenuto sul posto per i primi accertamenti. Gli animalisti di Vieste hanno appreso la notizia con rammarico sono anche loro intervenuti sul posto. “ Queste bestie non facevano male a nessuno e le abbiamo tolte dalla strada proprio per non farle finire sotto una macchina. Le abbiamo curate amorevolmente e ci davano tutto il loro affetto. Di questa morte crudele ci sentiamo “responsabili” – ha detto Francesca Toto  non nascondendo  le lacrime – perché sarebbero ancora in vita se le avessimo lasciate sulla strada. Ma perché accanirsi cosi duramente verso povere bestie che erano tranquille per i fatti loro e non davano fastidio neanche con il loro abbaiare perché qui siamo lontani da qualsiasi abitazione ?.” Alcune carcasse  intanto sono state avviate presso l’Istituto Zooprofilattico di Foggia perché sarà necessario vederci più chiaro per poter giungere ad una conclusione.

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