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Emergenza educativa di Julián Carrón

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Ringrazio prima di tutto Antonio Polito per questo invito di cui mi sento veramente onorato.
Il libro che presentiamo oggi (Contro i papà. Come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli, di Antonio Polito Rizzoli) è un grido, una provocazione, una domanda: ma dove stiamo portando i nostri figli? Tanti genitori si ritroveranno in questo interrogativo. È una domanda che in non pochi casi diventa preoccupazione, e a volte angoscia, perché molti non sanno da che parte girarsi, dove guardare per uscire dall’impasse in cui a volte si trovano. Questo è un segno palese della confusione che domina il nostro tempo, in cui pure abbiamo visto nascere, crescere, svilupparsi tante cose belle, tante conquiste della scienza, ma alla cosa più cara, i nostri figli, non sappiamo offrire qualcosa di veramente significativo affinché possano orientarsi in mezzo alla confusione in cui si trovano a vivere.
Siamo davanti al libro di un osservatore acuto, che coglie la sfida più grande che la società si trova ad affrontare, cioè la sfida educativa, rispetto alla quale le altre, quella economica, sociale e politica, non sono che conseguenze.
Ma Antonio non identifica solo la sfida, ma anche l’origine di essa: i padri. O, più genericamente, gli adulti − siano essi padri, educatori, maestri o preti −, che non sono stati in grado di offrire un’ipotesi di risposta all’altezza del bisogno dei figli. L’Autore pone la questione in modo tranchant fin dalle prime pagine del libro: «Chi di noi padri […] può negare a se stesso la verità, e cioè che tutto intorno a noi ci dice che è l’educazione (intesa in un senso molto più ampio della semplice istruzione) il fattore cruciale per la riuscita di una comunità e, al suo interno, dei nostri ragazzi? E allora perché abbiamo completamente abdicato alla nostra funzione educativa per trasformarci in goffi sindacalisti dei nostri figli?» (p. 16). Questa è la sfida.


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