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Quel grande desiderio di verita’.

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Venerdì 22 febbraio presso l’auditorium Spalatro, si e’ svolto il primo di tre appuntamenti sull’emergenza educativa. L’iniziativa  e’ partita da un nostro amico, padre di cinque figli (una rarita’ di questi tempi) che sentendosi provocato dall’esigenza  di capire che cosa i suoi figli imparano al di la’ delle mura domestiche, che cosa attendere dalla scuola e perche’ a volte abbiamo l’impressione di dare tutto, ma proprio tutto a i nostri figli ma non l’essenziale , non cio’ di cui hanno veramente bisogno, insomma ha voluto, insieme ad alcuni amici, mettere su una tavola rotonda dove tre presidi si sono messi a confronto e a confrontarsi sono stati anche alcuni insegnanti e genitori lì presenti. Sono stati invitati  la preside della scuola media “Alighieri – Spalatro”prof.ssa Donatella Apruzzese, il dirigente scolastico della scuola elementare “Rodari”  prof. Paolo Soldano  e il preside di un liceo scientifico di Cuneo. E’stato interessante ascoltare la preside  quando diceva che i genitori sono diventati i sindacalisti dei figli, mai che mettano in dubbio cio’ che loro riferiscono e di come la scuola combatta contro i mulini a vento proprio come il grande don Chisciotte il quale aveva un ideale cavalleresco da inseguire ma poi si confrontava contro la dura realta’.
L’incontro e’ stato innanzitutto mettere a tema l’esperienza di educazione che ciascun preside fa, pertanto non c’era dialettica o discorsi programmati ma la vita, quella vera. Curioso scoprire i ricordi di d’infanzia del prof. Paolo Soldano, il quale ha raccontato di come andava a scuola sin dal primo giorno da solo partendo dalla zona “Carmine”: niente premura dei genitori ancora veniva investito da teppisti di strada o catturato da pirati , nessuna premura a portargli lo zaino, niente protesta perche non c’e’ sufficiente parcheggio in modo da accompagnare quasi fin dentro la classe con la macchina, insomma, un altro mondo davvero.
Ma la cosa per me piu’ sorprendente e’ stato quando ha parlato il prof. Ezio Delfino, il preside del liceo scientifico di Cuneo. Per capirci immaginiamo la scena: sala ghiacciata, penso senza esagerare che dovevano esserci  10°, stufette  disseminate, c’era  anche uno scaldabagno messo soprattutto per la disperazione (funziona così Vieste) . In questo clima davvero invernale  tutti ci aspettavamo un intervento di quelli strepitosi dove ancora una volta viene confermato che al nord le scuole funzionano meglio. Invece nulla di tutto cio’ perche il prof.  ha esordito cos’:  l’educazione e’ in problema dell’io ed e’ un’emergenza perche  non sappiamo piu chi siamo, qual’e’ la nostra vera origine e soprattutto dove vogliamo andare. Pertanto si educa davvero, cioe’ passa qualcosa ai ragazzi solo se noi ci facciamo educare dalla realta’  perche noi abbiamo fame della verita’ piu’ del pane. E’ solo questo che ci rende liberi dall’esito. E questo vale tanto per l’alunno quanto per il bidello passando dal  manutentore fino  al professore.
E non ha spiegato cosa significa ma l’ha raccontato con la sua esperienza ed e’ stato commovente tanto che ho pensato che tutti siamo fatti per splendere come stelle luminose non dobbiamo abbassare il tiro ne’ accontentarci  ma guardare  quello che sta accadendo ora.
Ed’ e’ per questo che non posso non invitarvi al prossimo appuntamento che si terra’ sempre all’auditorium Spalatro  venerd’ 8 marzo  con il prof. Giuseppe Fidelibus, docente di filosofia presso l’universita’ di Chieti che ci presentera’ “IL RISCHIO EDUCATIVO “ di Luigi Giussani