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Vico/ La Crisi e l’amaro rimedio

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Passata la veloce e inutile folata sulle elezioni generali dobbiamo tornare, per non distrarci, sulle miserie casalinghe e come venirne fuori.

 La somma delle osservazioni, raccolte in questi giorni di crisi cittadina, portano tutte all’interrogativo: perchè il voto delle amministrative, e la maggioranza conseguente, non produce “governo” dei nostri problemi. Nell’ultima amministrazione comunale, dilaniata da una somma di piccole miserie, si è giocato irresponsabilmente al rinfacciarsi ricatti e invasioni di campo senza riuscire a trovare un punto di equilibrio. Dividendosi tra i buoni ortodossi e i cattivi innovatori, tutti i tentativi del buon e paziente Amicarelli si sono infranti contro lo scoglio della vacuità e dell’autolesionismo. L’amarezza che si legge nel suo “arrivederci” ai cittadini di Vico  è comprensibile sul piano umano e, sopratutto, sulle conseguenze che condannano il paese  all’immobilismo cronico. Come venirne fuori. La classe politica che passa il convento, i simulacri dei partiti “consolidati”, tutti quelli che si sentono coinvolti, cittadini compresi, alle sorti di questo placido paese, devono riflettere attentamente, e alla luce del sole, sulle cause, sui protagonisti e sui comportamenti, singoli e collettivi, che hanno determinato la crisi. Il primo e grave ostacolo, a mio parere,  non è problema di partiti consolidati o liquidi, né ritengo problema di schieramenti o ammucchiate varie. E’, invece, problema di comportamenti; va costruita una cintura sanitaria, da quarantena, per evitare di ritrovarsi nelle medesime condizioni e le medesime persone che hanno determinato la crisi. Se vogliamo essere più chiari, a mio modesto avviso, andrebbero allontanati dalla politica del paese per evitare ulteriori guai. Chi, oggi, proclama a parole la salvezza del paese non può che partire da questo obiettivo. Aggiungo: la riforma degli Enti Locali che ha prodotto una riduzione drastica del personale politico esecutivo, una ridotta capacità di rappresentanza, e quindi di analisi, dei Consigli comunali, le ristrettezze di risorse, la capacità di individuare obiettivi, servizi e visioni strategiche, i rapporti sovracomunali, impongono a tutti di selezionare amministratori doppiamente capaci, preparati e attenti ad ogni atmosfera. Capisco che la medicina è amara, ma necessaria. Tutto il resto sono solo parole, come dice una vecchia canzone.

Michele Angelicchio