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Papa/Argentina esulta per Bergoglio, pianti e cori a San Pietro

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I viestani in piazza S. Pietro: "è umile, siamo entusiasti".

 

C’è chi piange al telefono, chi sventola una bandiera dell’Argentina, chi abbraccia il vicino di posto. E pazienza se si tratta di un perfetto sconosciuto, al cuore non si comanda. Jorge Mario Bergoglio è appena stato eletto al Soglio di Pietro, con il nome di Francesco. Le migliaia di fedeli in piazza esultano e gioiscono, dopo lunghe ore di attesa, in parte sotto una pioggia insistente. Ma già alla fumata bianca, arrivata alle 19.06, era tutto uno sventolio di bandiere, scene di giubilo, al grido: "Viva il Papa! Viva il Papa!". Davanti alla basilica la gente si accalca, altri fedeli arrivano dalle retrovie. Piazza San Pietro è una lunga distesa di ombrelli colorati. Poi smette di piovere, quasi d’incanto. Tutti rivolgono lo sguardo alla loggia delle benedizioni, dalla quale il Santo Padre saluterà la folla. Ogni piccolo, imprecettibile movimento di una tenda, è salutato da cori, sussulti, urla di gioia. I canti e le preghiere si alternano. Macchine fotografiche e telecamere sono tutte puntate su quell’unica finestra al centro della basilica. Al centro del mondo.

E se l’attesa della fumata bianca era stata lunga, i minuti
trascorsi tra l’annuncio dell’elezione e il saluto del Pontefice
ai fedeli sono apparsi interminabili. La banda musicale e le
rappresentanze militari si sono schierate davanti alla basilica,
formando il picchetto d’onore. Sono partite le note dell’inno
nazionale italiano, poi quello del vaticano. La gente canta,
urla, si abbraccia. Prega e piange.

Italiani e stranieri, gruppi di scolaresche e di anziani.
Mostrano cartelli, bandiere, striscioni, vessilli di ogni tipo.
Gli italiani, a parte quelli della capitale, arrivano tra
l’altro, da Lecco, Rodi Garganico, Vieste, Milano, Torino,
Genova, da Puglia, Calabria e Sicilia. Poi ci sono i tedeschi, i
brasiliani, gli spagnoli, i polacchi, gli inglesi, i cileni, i
messicani. Gli orientali, tra i più numerosi. E gli argentini,
ovviamente, che guadagnano le prime file, proprio davanti alla
basilica, per salutare il ‘loro’ Papa.

Ascoltano Bergoglio che dice: "Voi sapete che il dovere del
Conclave è dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli
cardinali sono andati a prenderlo quasi alla fine del mondo… ma
siamo qui". Esultano, e non è certo solo campanilismo. "E’ stata
un’attesa lunga, ma un’emozione unica", dice un’argentina
arrivata da Santa Fe. "Non è italiano, ma a noi va bene lo
stesso. Dio ha voluto così", è il commento di un’altra,
originaria di Roma. "Siamo felicissimi, è il nostro orgoglio,
rappresenta tutta l’America Latina", sottolinea una sua
connazionale appostata in prima fila, proprio davanti alla loggia
delle benedizioni.

Ma sono in molti quelli che mostrano apprezzamento per la scelta
di Bergoglio, primo Pontefice sudamericano. Apparso ai fedeli
indossando la sola talare bianca, ha mostrato un’umiltà fuori dal
comune. "Si è presentato come un Papa umile, semplice.
Questo ci piace molto, siamo entusiasti", commenta un giovane
italiano arrivato a piazza San Pietro con la famiglia. "Il Papa
non si commenta, si ama", sono le parole di un altro, mentre la
gente comincia a lasciare la piazza. Lui , il Papa, ringrazia e
saluta: "Fratelli e sorelle grazie tante dell’accoglienza.
Pregate per me e a domani… A presto… ci vediamo presto.
Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta
Roma. Buona notte e buon riposo".


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