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Rodi/ “Attento possiamo colpirti dove e quando vogliamo”

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L’ultimo messaggio mafioso al vice sindaco, Pino Veneziani dimessosi dalla carica: al vaglio le delibere dell’esecutivo.

 

«Lo Stato a Rodi Gar­ganico non lascerà alcun varco aperto a chi ha deciso di intimidire e minacciare gli amministra­tori comunali, ma sarà pronto ci sbarrare là strada alla criminalità con ogni mezzo». Parole del prefetto Maria Luisa Latella alla luce del clima di preoccupazione a Rodi dopo gli atti intimidatori al vice sindaco Pino Veneziani che ha deciso di dimettersi: prima il tentativo d’incendio del suo stabilimento balneare, poi il roto dell’auto. Il prefetto ha assicurato che sin dal primo momento ha seguito personalmente l’evolversi della situazione, dopo l’attentato incendiario di lunedì notte ai danni dell’auto dell’ex vice sindaco. Ci sarà un poten­ziamento della presenza dello Stato che si traduce in un maggiore numero di uomini delle forze del­l’ordine e indagini investigative più pressanti. Non si trascurerà proprio nulla: dall’esame dei provvedimenti adottati in questi primi dieci mesi di amministrazione. All’attenzione delle delibere, atti, autorizzazioni, richieste indirizzate, in particolare, all’assessorato allo sviluppo economico di cui era titolare l’ex vice sindaco. Veneziani avrebbe, in più occasioni, riferito delle pressioni che il suo assessorato, quasi giornalmente, rice­veva; pressioni forse pure giu­stificabili in un momento molto difficile da un punto di vista eco­nomico ed occupazionale, si sono fatte sentire in questi mesi. Soltanto uno dei filoni tra i tanti che vengono seguiti dagli inquirenti i quali sono alle prese con una attività investigativa abbastanza complessa; ancor di più perchè in questi casi elementi utili non ar­rivano agli inquirenti. Non viene neppure escluso che possa esser­ci qualche collegamento con l’attività imprenditoriale che svolge Veneziani il quale è titolare di uno stabilimento balneare, complesso balneare che, come ricordavamo, alcuni giorni pri­ma dell’incendio dell’autovettura, era stato fatto oggetto di un tentativo di incendio: tracce di liquido infiammabile erano state rilevate dallo stesso ex amministratore lungo le pareti in legno del suo stabilimento. Chiaro il messaggio indirizzato: "Pos­siamo colpirti quando vogliamo. Di fronte a tanta determinazione, Pino Veneziani ha dovuto arren­dersi, anche se a malincuore, nonostante avesse scelto l’impegno politico convinto – ci ha detto – com’ero di poter dare un mio contributo alla cere­scita della nostra cittadina, al suo sviluppo guar­dando, in modo particolare, ai giovani. Eviden­temente, anche se con una nota di amarezza ha confessato che a "Rodi Garganico tutto questo non è possibile”.

Francesco Mastropaolo